BARCELLONA………IDA Y VUELTA! Olè!!
Diario di viaggio?!........ No, questo vuol essere semplicemente un racconto semiserio,
con qualche notizia forse utile, di un bel giro in terra di Spagna.


Da anni ormai la mia cara amica Silvana mi invitava ad andare a passare qualche giorno da lei.
Vive in Spagna da circa 10 anni, ed ora che ha detto basta e torna a casa (…no, non Lessie…quello
è un altro film!), non potevo perdere l’occasione.
In compagnia di mammà e Valerio parto il 12 ottobre dall’aeroporto di Rimini, alle 19,30, alla volta
di Roma.
E …..incominciamo bene!! Partiamo con due ore di ritardo da Roma, perché manca l’equipaggio!!
Arriviamo a Barcellona, con altrettanto ritardo e ci raccoglie all’aeroporto, il nostro amico
Antonio, puro catalano.
Pioviggina e in giro non c’è nessuno. Mica mi toccherà andare a dormire subito! E la famosa”movida”?
quasi- quasi rimpiango il casino ed i bicchierozzi di vino delle cantine del centro di Rimini!
Passo la notte in una terribile e troppo cara (63 euro!) pensioncina ad una stella,dove fra l’altro
mi rompono la valigia rigida….e devo ancora capire come hanno fatto! Ma al mattino la città ha tutte
le carte in regola per farsi perdonare.


Che dire di Barcellona che non sia già stato detto?!....
Il modernismo di Gaudi’ e di Miro’; la cattedrale de la Sagrada
Familia
, costruzione imponente e….goticissima, se si può dire.
Un’opera d’arte enorme ed ancora in costruzione, seguendo gli
originali progetti di Gaudi’ architetto che, se tanto mi da tanto,
nessuno dei contemporanei potrà vedere terminata.
Affascinante e inquietante, così…..così…..gotica!
Mi è sembrato di aver visto svolazzare un mantello nero fra
le guglie, ma…… no, non è possibile, visto che il tipo vive in
Transilvania!

Con internet ho prenotato un volo Iberia per raggiungere Malaga (euro 150 a.r compreso di tasse),
e così mi ritrovo ancora in aeroporto con mamma e con una enorme valigia ( avete presente quelle
giuste per una famiglia di 4 persone in partenza per il giro del mondo?!) datami “gentilmente”
dall’albergo, in sostituzione di quella che si era rotta.

A Malaga ci riceve Silvana, la mia amica che vive e lavora a Marbella. Lavora……sì, è la responsabile
di un grande negozio d’arte, ma il suo impegno è dalle 5 de la tarde alla chiusura, vive in un delizioso
appartamentino in una viuzza moresca, proprio di fronte al mare, in una cittadina dove
la temperatura è così mite, che il massimo del freddo in inverno è 11 gradi!!!! Che vita grama!
Dalla spiaggia di Marbella, nelle giornate limpide, si vedono le coste del Marocco, e Gibilterra è
a meno di 50 km.
Il lungomare è delizioso, pieno di tanti piccoli localini, sempre all’aperto, dove poter bere un caffè
o mangiare qualcosa ( l’espresso è cattivo e il gelato pure!).
Ho così l’ottimo approccio con la cucina de la Costa del Sol: stuzzichini, le famose “Tapas”, che
vengono servite dappertutto, accompagnando qualunque cosa tu voglia bere. Puoi mangiare
la quantità di cose che vuoi: tapas, per l’appunto stuzzichini, mezza razione e razione completa,
e così anche la spesa è relazionata alla tua tasca e alla tua fame. Paella, crocchette e tortillas
di patate, jamon serrano, pesce freschissimo e, se andate da “Bartòlo”, nel Casco Antiguo ( il centro
storico), troverete un caffè fantastico e un cappuccino fatto con il latte fresco, buono-buono.
Nel locale “EL Estrecho”( minuscolo e delizioso), faccio la colazione tipica Andalusa: “molle”( pane
povero con salsa di pomodoro e, a seconda del tipo di pane, può chiamarsi anche “pitufo”) con
cappuccino……anche se io ci avrei bevuto dietro un bel bicchiere di vino!
Parallelo al lungomare c’è “el parque del Alameda”, rigoglioso di meravigliose piante tropicali
e pavimentato completamente in maiolica, e da qui parte, fino al mare, una passeggiata fra statue
in bronzo di Salvador Dali’………e ho trovato anche queste leggermente inquietanti!

Ma la mia passeggiata preferita è nel Casco Antiguo: vicoli e viuzze, dove due persone faticano
a passare contemporaneamente, ed ho trovato un delizioso negozio di bambole e case di bambole.
Una meraviglia! Chi non ha desiderato, da bambina, una casa delle bambole, con tutti gli annessi
e connessi?! Penso di esserci entrata almeno tre volte e l’ho ispezionato da cima a fondo, sognando
un po’ e chiacchierando con la titolare, veramente molto gentile, come del resto lo sono tutti gli
andalusi.
La “Plaza de los naranjos” è invasa da moltissimi ristoranti, ma mi dicono che sono molto turistici,
ed allora…….non te ne curar e guarda e passa! Si può dormire in Hostal a 40, 45 euro per due
persone, e se ne trovano sia sul lungomare che nel Casco Antiguo.

E che mi dite della corrida?! È la mia prima volta e, anche se ho un po’ di remore, sono molto
emozionata; le trombe, i picadores, i toreri con i loro costumi attillati ( e anche molto seky!) e il toro.
Già……povero toro! Mi dicono che sono sempre dalla parte dei più deboli e dei perdenti, fatto sta che,
è stata anche la mia ultima corrida, garantito! Per fortuna, seduto di fianco a me, un gentile signore
si accorge della mia espressione un poco inorridita, e incomincia a raccontarmi di storie, folclore,
radici e regole della corrida, ed allora la mia attenzione è un poco spostata.
Quando gli chiedo se il wwf non può fare niente per questa mattanza, lui risponde: “ Ma noi amiamo
i tori, e poi pensi che in ogni caso sono destinati al macello!” non mi ha mica tanto convinto!


Vado a vedere gli yacht e la marina di Puerto Banuz, e Silvana
mi porta a visitare Ojèn, uno de los
“pueblos blancos”: un paese, chiaramente tutto bianco, arroccato
su di una montagna: passeggiando per i vicoli, sembra che
il tempo si sia fermato. E la stessa sensazione la provo
camminando nel silenzio de”La virginia”, un quartiere residenziale
poco fuori Marbella.
Alle 7 del mattino del 18 partenza in autobus da Marbella
per Granata! Il biglietto costa 13,80 euro, per 2,30 ore di viaggio,
in un’autopista costiera, molto brulla, ma piena di olivi e con un
mare splendido.

Al terminal degli autobus, al banco delle informazioni, un simpaticissimo ragazzo (arieccoci con la
gentilezza Andalusa!) ci trova una camera per tre in un hostal del centro, chiedendo per noi anche
lo sconto: “Los Girasoles”, calle San Juan de Dios 48, delizioso albergo rimesso a nuovo, a due passi
da tutto e per la modica cifra di euro 45 più iva al giorno, e ci arriviamo dal terminal con un taxi a 5
euro.
Granata è entusiasmante: città universitaria, viva e giovane, veramente alla portata di tutte
le tasche, con un quartiere arabo, Albaycin, e un sacco di storia e belle cose da vedere.
Se volete girare in autobus, ogni corsa costa 1 euro, e si paga al conducente, ma vi conviene fare
abbonamenti: 9 corse per euro 5,50.
Per andare al quartiere arabo, autobus n23, di quelli piccoli, perché i vicoli sono strettissimi, e qui
potete spendere i vostri soldini nella miriade di bazar che trovate.
Dal “mirador “ de san Nicolas abbiamo la vista completa di quella meraviglia che è
l’”Alhambra”, patrimonio dell’Unesco
.

La mattina del 18 alle 7,30 sono già sull’autobus numero 32 per andare all’Alhambra a comprare
i biglietti d’entrata: se non fai così, rischi di non trovarne, visto che ne emettono solo 8.000 al giorno,
e 6000 sono già prenotati da enti e agenzie.
È ancora buio e mi metto in coda ad una fila lunghissima…….e le altre dormono ancora
comodamente, accidenti!! Poco dopo le 8 i biglietti sono già finiti, ma la mia missione è riuscita:
ho in mano tre entrate per 10 euro cad!!
Torniamo nel pomeriggio per visitare questa meraviglia e giocare un po’ alle sultane. Peccato che
il cielo sia annuvolato, perché sicuramente il sole darebbe un maggior risalto a questi edifici
che sembrano ricamate da mani sapienti, come fossero trine e pizzi. Audio- guida nell’orecchio
e piantina del complesso sotto gli occhi……..dopo 4 ore siamo ancora in giro……..le mie povere gambe!
Quando salite di nuovo in autobus, per tornare in centro dopo la visita all’Alhambra, non scendete
alla fermata di Plaza Nueva, ma continuate fino alla fermata di Trionfo: vi farete un giretto per tutto
il quartiere arabo.
Non perdetevi l’antico Ospedale e, una visita alla Cattedrale è d’obbligo: imponente e ricca, anche
se tutto è ricoperto……..dalla polvere dei secoli, o dall’incuria di qualcuno. E non potete mancare
neppure agli spettacoli di flamenco, ed è meglio che ve la spassiate la sera, perché……….a Granata
non si dorme!! Balli, canti e schiamazzi per tutta la notte, e alle 4 del mattino incominciano le pulizie
della città. Pazienza ! Dormirò quando rientrerò a Rimini!

Lasciamo Silvana a Marbella e rientriamo a Barcellona, sempre con la mia mega-valigia a traino,
dove ci aspetta la città con i suoi cartelli stradali bilingue (che strano idioma questo dei Catalani!
Sembra un incrocio fra il castigliano ed il dialetto genovese-romagnolo……..e vogliono
l’indipendenza…..).
Seguo le orme di Gaudì e visito la “Pedrera”, ”Casa Batlo’, el “parque Guell, la sua casa natale: devo
dire che sinceramente mi gira la testa con tutte queste spirali, queste strane pareti, gli incroci
di volumi, ed una domanda si affaccia alla mia mente:” ma cosa si fumava l’architetto quando
disegnava?!” Chiedo perdono ai cultori del modernismo, ma per me è una corrente poco
comprensibile.
En Paseo de Gracia (che era un paesino ormai accorpato alla grande città) mi abbuffo di tapas in
un locale che si chiama “Tapa Tapa” e, da Plaza de Cataluna ( dove c’è il “cafè Zurich”, ritrovo di tutti
i turisti e tour turistici) inizio la mitica “Rambla”, passeggiata piena di gente, artisti di strada, turisti
e localini, fino al mare. A proposito: rambla deriva da una parola araba “ramla”, che significa “letto
di un fiume in secca”, ed in effetti, dove ora c’è la famosa passeggiata, una volta scorreva un fiume.
Un po’ delusa dall’atmosfera “moscia” della rambla, mi infilo in un enorme mercato alimentare,
coloratissimo e veramente……..caliente, con tanta gente e cose buone da mangiare.

Il 22, con mamma, Valerio e la mia enorme valigia, ritorno in Italia. Roma e poi Rimini, dove
arrivo………senza la mia valigia!!! Forse pensavano fosse troppo pesante per l’aereo della Barbie
che mi ha portato da Roma a Rimini!
Me la consegnano dopo 3 giorni e finisce la sua corsa direttamente nel cassonetto della nettezza
urbana!! Troppo sfigata per usarla di nuovo!
Ciò che visto della Spagna mi è piaciuto tanto, e mi sono ripromessa di visitare anche Madrid quanto
prima, ma non è sempre vero che l’erba del vicino è sempre la più verde! È verdissima l’erba dei
giardini del mio Bel Paese ed i nostri machos italiani hanno fascino da vendere ed anche da regalare!!

Besos y besos. OLE’!! PATTY

 

Viaggio
proposto da:

PATRIZIA


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