IRLANDA 2007 LA’ DOVE CORRONO LE NUVOLE
Il nostro viaggio in Irlanda inizia a Natale scorso, quando mio marito
invece che farmi il consueto regalo,
sotto l’albero mi fa trovare una bustina con relativo bigliettino
in cui promette di portarmi a Dublino
entro i prossimi sei mesi. L’occasione arriverà quando
suo figlio si sarà stabilito ed organizzato
nell’isola di smeraldo, dove ha intenzione
di andare per perfezionare la conoscenza della lingua inglese.
E’ una splendida idea; accetto ben volentieri questo bellissimo
dono anche perché abbiamo da poco
iniziato un corso d’inglese e sarà così un piccolo
test sul nostro apprendimento.
| Dopo
tante incertezze per vari motivi organizzativi finalmente decidiamo
che si partirà il 9 maggio
per rientrare il 14 successivo. Una buona occasione Aer Lingus
ci consente di acquistare ad un’ottima
tariffa i biglietti aerei.
Le mie peregrinazioni su internet ed in particolare sui forum
dedicati ai viaggi ed all’Irlanda mi
consentono di scegliere con una certa cura gli alloggi, il soggiorno
a Dublino scegliamo il B&B
Applewood in Drumcondra Street , non molto lontano dal centro,
e per Galway Il B&B White House
a Stanhill in riva all’oceano….i prezzi sono ragionevoli
ed i commenti degli altri viaggiatori rassicuranti.
Prenotiamo dall’Italia anche un’auto (HERTZ) per 3
giorni in modo da poterci spostare con comodità
nei giorni che anche il nostro ragazzo avrà liberi dal
lavoro.
E’ finalmente arrivato il giorno atteso
ed eccoci partiti, il volo è in perfetto orario, è
un tragitto breve
ed all’arrivo se guardo dal finestrino l’orizzonte
continua ad essere illuminato anche se ormai sono
le 22,30. Già qui siamo molto più a nord dell’Italia!
L’arrivo è un po’ convulso per la stanchezza
di tutti,
è buio e non riusciamo ad avere punti di riferimento, c’è
molta gente, un gran via vai di persone di ogni
tipo, mi aspettavo qualcosa di più tranquillo e non so
perché.
Prendiamo un bus, assolutamente sudicio, che ci porta verso il
centro città, scendiamo ad O’Connel
Street e dopo una lunga camminata sferzati da un gelido vento
arriviamo all’ostello dove dormiremo
la notte, www.abraham-house.ie non credete per nessun motivo alle
descrizioni del sito!
Non mi aspettavo l’Hotel a cinque stelle, ma almeno gli
asciugamani in camera! La nostra stanza
era tutto sommato pulita ma spoglia all’inverosimile. Per
arrivarci abbiamo attraversato parti comuni
dove sostavano stravaccati su dei divanetti malconci e sudici
dei ragazzetti con birra in mano.
Non è per niente accogliente! Forse non ho più l’età
adatta per una sistemazione del genere, preferisco
qualche comodità in più, visto poi che abbiamo pagato
40 euro a testa! Comunque nonostante tutto
abbiamo dormito profondamente e la mattina successiva ci siamo
svegliati molto presto perché
le persiane erano rotte, ma tutto sommato ben riposati. La colazione,
compresa nel prezzo, viene
servita in un locale ricavato nel piano interrato, la pulizia
scarseggia decisamente anche qui, i vassoi
sono sporchi, non ci sono i tovaglioli e tutto è, diciamo,
alquanto spartano. I nostri compagni di tavola
però sono simpatici, sdrammatizziamo le nostre sensibilità
con un paio di risate e tanta voglia di godere
tutti di questa vacanza. La prossima tappa sarà la sede
della Hertz dove dobbiamo ritirare la macchina.
Attraversiamo perciò il centro città in velocità,
con i nostri trolley che ingombrano, la sensazione è
che tutti abbiano una gran fretta, c’è molta gente,
molte macchine, moltissimi bus e molto vento.
Cerco di guardarmi un po’ intorno ma la confusione è
troppa, allora guardo il cielo che continua
a cambiare, le nuvole corrono veloci e sprazzi di sole si alternano
a momenti di un grigio un po’ cupo.
Non si riesce proprio a capire che tempo fa!
Finalmente entriamo in possesso della nostra
nuova compagna di viaggio, una Toyota Yaris con
navigatore satellitare incluso, carichiamo i bagagli e cominciamo
prima di tutto a familiarizzare con
la guida a destra. Non è per niente facile, per fortuna
mio marito è un uomo tranquillo e la prende
con filosofia, pian pianino riusciamo ad uscire dalla città.
Io sono seduta dietro ed osservo con molto
interesse l’architettura di questi luoghi, una serie ininterrotta
di graziose casette tutte uguali, su due
piani, con un bel giardinetto davanti. Giardini, fiori, alberi,
tanto verde non c’è che dire!
La nostra destinazione è Galway,
e la impostiamo sul navigatore, non so per quale arcano motivo
ma ci farà fare un giro più lungo di quello che
pensavamo guardando le cartine delle nostre guide.
Ci fermiamo come prima tappa a Kildare,
un paesino grazioso poco fuori Dublino, c’è il mercato
e
la popolazione è tutta lì, il paese è veramente
piccolo e la maggior attrazione è una chiesa piccola ma
molto carina, la cattedrale protestante di St.Brigid,
con vicino una bella torre ma soprattutto quello
che ci attrae è il panorama che si gode da lì, si
vedono le prime distese di prati, sono infiniti, come
infinite sono le varie tonalità di verde.
Il navigatore ha deciso che dobbiamo passare
per Limerick, il giro è lungo
ma piacevole, per pranzo
ci fermiamo in un pub lungo la strada, mangiamo discretamente,
poi il nostro viaggio continua tra
chiacchiere e racconti, in allegria. Finalmente arriviamo alla
costa atlantica, verso le 17, la vista
dell’oceano è spettacolare, ed i prati a quel punto
si confondono con le onde. Siamo alle CLIFFS
OF
MOHER. Il sole splende ancora alto e rende tutto più
bello.Scendiamo dall’auto per godere dello
spettacolo ed assistiamo anche ad una rissa tra vitelloni, non
riusciamo a muoverci un po’ per
la curiosità un po’ per paura che dirigano verso
di noi la loro carica aggressiva. Poi tutto finisce in
un baleno così com’era cominciato. Le bestie riprendono
a brucare, e noi proseguiamo divertiti.
Ora resta da arrivare a Galway, ed inizia il nostro braccio di
ferro con il satellitare che ci consiglia
una strada , quella più breve ma noi vogliamo seguire la
costa che continua a riservaci una sorpresa
dietro ad ogni curva, il tempo continua a cambiare, grossi nuvolosi
si addensano e con la stessa
velocità si dileguano. Attraversiamo una serie di deliziosi
paesini, Doolin, Fanore, Kilcolgan,
ma il nostro sguardo è puntato quasi sempre verso il mare
dove si vedono altere e severe le isole
Aran attraversando la famosa regione del Burren, immenso
tavolato carsico di calcare, assolutamente
deserto, spazzato dal vento, sul quale cresce una magra flora
di carattere alpino, geologicamente
simile al nostro carso. . Arriviamo al B&B che avevamo prenotato
dall’Italia attraverso il sito
www.oceanbb.com , The White House, la camera qui è veramente
linda, spaziosa e completa di ogni
comfort, ci accoglie un simpatico giovane che ci avvisa che ci
sono problemi con l’acquedotto però
hanno dell’acqua potabile pronta per noi. In camera c’è
tutto l’occorrente per farsi il thè ed il caffè,
c’è il phon, i letti sono comodi, le lenzuola candide
ed il bagno seppur piccolissimo è fornito di tutto.
Siamo comunque molto stanchi, la strada fatta è molta e
decidiamo perciò per una cena veloce vicino
al B&B per riuscire ad andare a dormire presto, non diciamolo
forte: abbiamo mangiato in un ristorante
italiano. La mattina seguente ci svegliamo presto perché
il programma della giornata è intenso e non
vogliamo perdere tempo. La colazione che ci viene offerta è
opulenta! Veramente squisita ed
abbondante. Noi optiamo per il breakfast continentale, non ce
la sentiamo di affrontare uova, salsicce,
pomodori, bacon e fagioli alle 8,30 del mattino. Comunque ogni
cosa cereali, yogurt, frutta, pane
tostato, latte ecc. viene rapidamente spazzolata con soddisfazione. |
Montoni
 |
La nostra prossima
destinazione è Clifden, purtroppo
la giornata
è veramente plumbea, ma attraversiamo entusiasti il Connemara,
splendida ed aspra regione, si vedono dei rilievi ai cui piedi
si aprono deliziosi laghetti e le torbiere. Girano liberi al pascolo
diversi montoni, la flora è incredibile, da cespugli verdissimi
improvvisamente occhieggiano grappoli di fiori coloratissimi!
Nonostante la pioggia sottile ed incessante devo affermare che
il posto è veramente meraviglioso. Abbiamo attraversato
tutti
i paesini lungo costa, abbiamo potuto respirare l’aria di
un’Irlanda
più selvaggia di quella che mi immaginavo, Non solo verde,
ma
anche il fascino di una vita magica nascosta negli anfratti delle
brughiere, in riva ai molti laghi, regno di brume e ….velocissimi
folletti. A guardia restano severi i montoni, che con sguardo
fiero
passeggiano indolenti.
|
| Si
comprende come dovesse essere dura e difficile la vita da quelle
parti, quanta determinazione
doveva animare gli uomini per resistere alle avversità
ed alla durezza della natura. La sosta a Clifden
è funestata da un acquazzone quasi biblico… decidiamo
allora di riprendere la strada e puntare verso
Dublino. Il viaggio ora è più rilassante, la campagna
si riapre e ci regala oltre a sprazzi graditi di sole,
anche una sensazione di ordine e di un popolo laborioso. I pascoli
sono recintati, le case (meglio
definirle ville) si susseguono una più bella dell’altra,
i giardini sono curatissimi, i vari paesini sono
affollati e veramente trafficati.
Dopo un ennesimo temporale nel traffico, entriamo
a Dublino ed arriviamo senza difficoltà
al B&B
Applewood (www.applewood.ie ), la camera è piccina ma lo
consiglio vivamente per la cordialità della
padrona di casa, la pulizia, le colazioni succulente, la comodità
di aver fuori la porta di casa le fermate
di molti bus che portano in centro città.
Siamo stanchi ma gli occhi sono pieni dei colori e dei panorami
appena visti. Ceniamo con una certa
difficoltà, è venerdì sera ed in centro sfilano
torme di fanciulle e fanciulli addobbati per la sera di festa,
direi praticamente svestiti, c’è freddo, vento ma
loro, non so come, riescono a girare vestiti come
fosse piena estate. Che dite… sarà la birra? Sono
tutti molto eccessivi, nel vestire, nel modo
di comportarsi, nel tono della voce, mi sa che sto diventando
una vecchia criticona. Il ristorante lascia
molto a desiderare tanto che non vale citarlo, costoso, rumoroso
ed il cibo molto poco interessante.
|
| E’
arrivato il sabato, abbiamo ancora la macchina a disposizione
perciò decidiamo di dirigerci ancora fuori città,
destinazione il
castello di Malahide, Le nuvole
corrono nel cielo, il sole continua
a far capolino tra una nuvola e l’altra, non si riesce a
capire che
tempo faccia! Arriviamo agevolmente alla nostra destinazione,
ormai il satellitare non è più un problema…
Il castello è austero
e sta per arrivare un acquazzone , per fortuna quando lo scroscio
è più intenso siamo all’interno e ci godiamo
la visita guidata con
calma. Il castello è una residenza dei Talbot gli arredi
sono originali
e la grande sala da pranzo oltre ad essere veramente imponente
è ancora in uso per banchetti o feste; è circondato
da un bellissimo
parco di 250 acri con molte piante esotiche. Quando la visita
termina smette anche il diluvio, spunta un bel sole che ci fa
apprezzare il meraviglioso verde dei prati. |
Castello di Melahide
 |
| Ci
avviciniamo, in seguito, al promontorio
di Howth , la costa è splendida ma il tempo si rannuvola
di nuovo, l’aria è decisamente fresca ed il vento
è teso ma agli irlandesi non fa molto effetto il freddo
…..ci sono delle persone in riva al mare, in costume, e
fanno il bagno!
Ci fermiamo al porto turistico e dopo un buon panino facciamo
quattro passi tra le barche, solo 4 però
perché ritorna la pioggia, a dire la verità cominciamo
anche noi a non badarci più tanto.
Rientriamo in città molto soddisfatti e riportiamo l’auto
alla Hertz.
Per evitare di cenare in maniera impropria decidiamo di prenotare
al Gallagher Boxty House
in Temple Bar, locale consigliato nei forum degli intenditori!
La scelta si rivela ottima, abbiamo
mangiato cucina irlandese è tutto squisito , ottima anche
l’ospitalità dei camerieri e degli altri
commensali con i quali riusciamo a scambiare qualche chiacchiera
e qualche complimento. |
 |
Prima della cena,
visto che siamo riusciti a prenotare solo per
le 21, gironzoliamo per Temple Bar ed una folla pittoresca
ci circonda, dei saltimbanchi improvvisano spettacolini agli angoli
delle stradine o nelle piazzette, Ci sono le solite comitive di
ragazzi che hanno già fatto il pieno di birra, sono molto
rumorosi
e coloriti, a loro la temperatura non fa alcun effetto!
Il tramonto comunque è uno spettacolo, restiamo a lungo
in riva
al Liffey ad ammirare un sole che
pare non voglia spegnersi mai!
Dopo tanto camminare rientriamo al nostro b&b e crolliamo
in
un sonno profondo e ristoratore!
La domenica mattina a Dublino si dorme, i bus cominciano
a circolare verso le 9, anche le 10 , strana usanza, pertanto
ce
la prendiamo un po’ comoda anche noi e dopo la solita |
| abbondante
colazione ci dirigiamo in centro dove dobbiamo visitare la Biblioteca
del Trinity College
per vedere il Book of Kells , ma quello che lascia senza
fiato è soprattutto la Long Room della biblioteca
stessa, per me che amo particolarmente i libri è stata
veramente un’emozione forte.
Restiamo per un po’ all’interno del Trinity per respirare
un po’ l’aria della cultura irlandese ma devo dire
che il posto è molto austero…forse troppo .
Purtroppo è domenica e gli orari di apertura dei musei
che avremmo voluto vedere sono difficili
da gestire, optiamo per una passeggiata vagabondante verso la
zona medievale, vorremmo pranzare
al Brazen Head ma ci sono troppi pullman davanti…. Preferiamo
il Leo Burdock’s, dove mangiamo
un ottimo e tradizionalissimo fish and chips. Nel primo pomeriggio
apre il National Museum of
Ireland (gratuito), ci tenevo molto a vederlo ed effettivamente
è stata una visita interessante,
dai reperti dell’Irlanda dal periodo preistorico fino a
quelli del periodo dell’indipendenza.
Veramente stupenda la collezione di gioielli “Or”
l’oro d’Irlanda , un bellissimo tesoro dell’età
del
bronzo, e molto altro…. Provare per credere !
Ci infiliamo, dopo tanta cultura nello St.Stephen’s
Green, un delizioso ed immenso parco molto ben
curato, ma i nostri piedi ci chiedono di riposare un po’
e restiamo a guardare delle famigliole con tanti
piccolissimi e bellissimi bambini che giocano. E’ domenica
anche a Dublino ed i papà si dedicano un po’
ai figli!!!
Rientriamo presto al b&b e ci concediamo un po’ di riposo,
la cena su indicazione della padrona di casa
la facciamo in un pub vicino dove mangiamo veramente bene e spendiamo
anche poco!
L’ultima mattina Dublino decide di premiarci con una giornata
spettacolare, il sole è alto, non c’è vento,
fa quasi caldo! Senza dubbio la destinazione è il National
Botanic Garden . Lo raggiungiamo a piedi
godendoci un po’ di quartieri residenziali, costeggiamo
delle scuole attrezzatissime e circondate
da enormi spazi verdi dedicati allo sport!
Però come faccio a descrivere la miriade di fiori, piante
che ho visto! Impossibile!
E’ una distesa immesa di colori che ti riempie gli occhi
ed, almeno a me, il cuore. Tutto è molto curato,
organizzato, pulito. Nelle varie serre ci sono una quantità
di orchidee, di piante grasse, di esemplari
originari dai paesi più lontani, come il Sud Africa o l’Australia.
Così l’Irlanda ci saluta, con un sole insolitamente
brillante e caldo, con tutti i colori dell’arcobaleno
e la nostalgia per la partenza riesce così ad essere mitigata.
Prendiamo un bus di fronte al nostro alloggio e comodamente arriviamo
all’aeroporto….comunque
l’Irlanda ci saluta con un acquazzone poco prima della partenza,
per non smentirsi.
Torneremo ci sono mille altre cose da vedere ma per il momento
questa breve gita ci ha permesso
di prendere un po’ di confidenza con un mondo che non conoscevamo,
quella del Nord Europa è una
cultura e mentalità diversa da noi latini del Sud Europa.
E’ diverso il modo di vivere, diversi gli orari,
diversa l’organizzazione della vita…… ecco perché
mi piace tanto viaggiare; è sempre una grande
cosa scoprire che oltre al mio piccolo mondo ne esistono altri
e con loro mi posso confrontare ed è ogni
volta un momento di crescita, di apprendimento ed il mio bagaglio
di esperienze si arricchisce,
si aggiunge un tassello al puzzle della mia vita e la rende sempre
più interessante e colorata. |
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