FUERTEVENTURA E LANZAROTE 2007
Quest'anno sono espatriata fino alle Isole Canarie per le mia vacanze di fine agosto...
a Fuerteventura.

Parto il 24/08 da Bologna e dopo 4,5 ore di volo raggiungo la meta.
L'isola si presenta da subito bella e dannata! La pista di atterraggio è affiancata dall'oceano e il vento
è fortissimo, non è da tutti fare l’atterraggio “sul mare”, infatti abbiamo sorvolato e girato sull’isola
a bassa quota, sembrava dovessimo cadere da un momento all’altro in mare.
Mezzogiorno e il bus ci porta nel villaggio turistico a Corralejo, estremo nord dell'isola, nel viaggio
ci attacchiamo al finestrino del bus per ammirare la veduta on the beach…siamo quasi tutti
esterrefatti, emozionati ed eccitati (nonche’ stanchi). Nel villaggio ci accolgono bene e ci danno
l'alloggio. Il villaggio è enorme con 3 piscine di acqua salata, schiere di alloggi tra palme e stradine,
il villaggio è fornito di tutto l'occorrente e dopo aver posato le valige e aver fatto un minimo di spesa
nel market del villaggio ci concediamo la piscina per le ore che rimangono del nostro primo giorno
a Fuerte. Il villaggio è pittoresco, pieno di inglesi e tedeschi e saturo di lettini che i nordici occupano
gia’ alle 8 del mattino… Il vento è una costante dell'isola e permette di assaporare solo 25 gradi
anziche' 45...positivo. Dopo un bagno in piscina insieme ad una moltitudine di bambini e altri turisti
decidiamo di uscire presto per visitare immediatamente Corralejo che si presenta come una cittadina
molto accogliente, viva, fornita ed organizzata.
Il porto è il fulcro con locali e negozi, tutto in un'atmosfera ovattata al crepuscolo. Dal porto partono
navi per la piccola isola di Lobos che dista solo 15 minuti di navigazione e la piu' grande e bella
Lanzarote, altra grande meta turistica canaria, piu’ piccola di Fuerte. Il turismo pullula nelle viuzze
di Corralejo, e tra insegne luminose, attrazioni turistiche, tappeti elastici per bambini, crepes calde
alla nutella e musica e la nostra stanchezza ce ne torniamo all'Oasis Duna che dista circa 800 mt
dal centro.

Lobos


Il mare a Lobos

Il mattino: sabato, dopo la colazione si parte subito alla volta
del porto di Corralejo al fine di imbarcarsi per la Isla de Lobos.
Lobos è una piccola isoletta vulcanica scaturita dall'eruzione
del vulcano La Caldera presente sull'isoletta. Si presenta come
un'isola spoglia, rocciosa, multi paesaggistica, multicolore,
scarna di tutto ma per chi ama il trekking è un toccasana.
Ci imbarchiamo alle 11 con una moltitudine di gente e arriviamo
con il consiglio di prenotare il pranzo nell'unico ristorante molto
rustico presente, che è strapieno di gente, cosi' decidiamo
di avviarci a piedi nella visita dell'intera isola tramite i vari
sentieri che troviamo ben segnalati. L'isola presenta a tratti
un paesaggio quasi desertico e pietre laviche, un paesaggio
lunare con distese di pietre nere, sabbia, un lago salato che si
sta prosciugando e la zona piu' "viva" vicino al porticciolo dove
ci sono dei casolari rustici e scarni. Non siamo attrezzati per
un sandwich cosi’ saltiamo il pranzo.
Posti da film....Una spiaggia non lontano dalla Caldera si presenta
di sabbia fine e gialla, il mare è cristallino e bellissimo.
Dopo una sosta per fare il bagno continuiamo la camminata
e facciamo il giro dell'inera isola trovando ancora una caletta
bellissima al ritorno. Siamo esausti e al ritorno passiamo
nuovamente nel centro di Corralejo tra l'animata vita del tardo
pomeriggio. Abbiamo camminato per ore consecutivamente
e la sera non siamo in grado di uscire!! Abbiamo fatto foto
a piu' non posso e la sera le riguardiamo soddisfatti.
Unica cosa che non abbiamo potuto fare per mancanza di tempo
è la scalata del monte (vulcano) la Caldera. Ma ci siamo dati
da fare alla grande e abbiamo le gambe a pezzi....

Al ritorno dalla gita a Lobos abbiamo pensato bene di prenotare
per i 3 giorni successivi un'auto per girare l'isola di Fuerte e,
in villaggio, prenotiamo l'escursione a Lanzarote fissata per
il Mercoledi' con partenza dal porto di Corralejo in traghetto.
Abbiamo forse paura di perdere tempo? Abbiamo mille cose
da fare e vedere e poco tempo….
Domenica mattina
sveglia presto e ritiro del veicolo, una Ford
fiesta 1.2 benzina (laggiu’ il carburante costa la metà che in Italia
…quasi nuova a cui faremo fare la bellezza di circa 900 km
benche' fuerte sia lunga solo 120 km.
Preso il veicolo ci fermiamo immediatamente nel parco
naturale delle famose dune di Corralejo
, un vero mini
deserto di sabbia portata dal vento che soffia incessantemente
dal Marocco a fuerte. Fuerteventura è l'isola canaria piu' vicina
al Marocco, dista 120 km circa ed è la seconda per grandezza dopo
Tenerife. Le dune sono appena fuori dal centro di Corralejo e sono
l'ideale per foto e riprese, rimaniamo ad ammirare le dune gialle
che si estendono per km.
La strada è una lingua nera di asfalto che taglia il paesaggio.
Tutti si rotolano tra le alte dune di sabbia giallissima che terminano
nell'oceano. Guidare a Fuerteventura è molto semplice, le strade
sono poche e i paesi piu' grandi e piu' noti anche cosi' il tutto
è facilmente raggiungibile e ben segnalato.
Dalle dune di Corralejo scaturisce la famosa e stupenda spiaggia
di Flag Beach dove i surfisti arrivano nel tardo pomeriggio
per destreggiarsi con le tavole. C'è una "costruzione" di legno
per l'affitto delle tavole da surf e la spiaggia ha pochi lettini
con ombrelloni colorati e sferzati dal vento. Da li si gode di una
vista magnifica sull'oceano e l'isola di Lobos.
La marea è bassa nel mattino e l'acqua è veramente molto
lontana, lascia scoperti scogli e rocce che solitamente con l'alta
marea sono coperti. Facciamo una sorta di servizio fotografico
ammirando tutto a bocca aperta e saltiamo nuovamente
in macchina alla volta di La Oliva.
Il paesaggio cambia in fretta e dalle dune, dopo circa 5 km,
si passa a colline morbide e color nocciola, antichi vulcani con colori
bellissimi, colate laviche, avvallamenti, zone pianeggianti....
e arriviamo a La Oliva, città antica e piccolina, con alcuni edifici
degni di nota come il centro di arte Canario. Non ci soffermiamo
molto dal momento che la cittadina non ci sembra possa offrire
grandi cose.

Le dune a Corralejo


Flag Beach


Betancuria


Scogliera Ajuy e spiaggia


Ripartiamo e passiamo per le due piccole località di Tindaya e
Tefia
, siamo al centro dell'isola la giornata è soleggiata
ma ventosa, ci sono mulini a vento e allevamenti di capre,
animale simbolo dell'isola, il famoso Cabrito de Fuerteventura.
Arriviamo cosi' a Betancuria, l'antica capitale, è una cittadina
piccola ma "calda", centro turistico e storico con una chiesa,
una piazza, le case bianche e piante di aloe e cactus.
Qualche negozio di souvenir (dove acquisto una calamita con
uan raffigurazione del paese), e un bar ristorante, i colori
predominanti sono il bianco degli edifici con il marrone del legno
e della terra.
Dopo una giro di mezz'ora e un sandwich al volo ripartiamo gia'
stanchi per arrivare in un posto bellissimo: le scogliere di Ajuy.
Per arrivare ad Ajuy che è sul lato ovest dell'isola, il lato
dell'oceano aperto, passiamo per una strada di montagna molto
panoramica e suggestiva, fermandoci in un belvedere nella
vallata dove ci sono tantissimi scoiattoli abituati ai turisti,
amichevoli e molto affamati.
Arriviamo ad Ajuy e c'è una grande spiaggia vulcanica nera che
si contrappone all'azzurro dell'oceano, il mare qui' è agitatissimo
e ondoso, il vento è forte, scorgiamo una passeggiata sulla
scogliera oceanica e la affrontiamo.
E' una passeggiata sulla
roccia nuda della scogliera a strapiombo sull'oceano e la visuale
è degna di nota. Si passa dal nero della roccia vulcanica al sabbia
della roccia piu' friabile che il vento e la salsedine hanno
modellato col passare dei secoli.
Alla fine della passeggiata
c'è uno strapiombo su una fantastica baia con grotte e calette
rocciose, lo spettacolo è bellissimo e il mare sferza fortemente
le rocce della baia.
C’è tanta gente, il sentiero è stretto e la roccia non è il massimo
su cui camminare con le infradito ai piedi.
Dopo almeno 50 foto torniamo alla macchina e ci dirigiamo verso
casa....come sempre stanchi! ma....sulla strada del ritorno
troviamo l'indicazione per El Cotillo, nota località turistica
e balneare, cosi' la curiosita' ci fa arrivare fino alla rocca e alla
torre di El Cotillo, stanchi ma iper emozionati, ci troviamo di
fronte una bellezza naturale da non sottovalutare ed ignorare,
cosi’ troviamo lo spunto per fare il bagno…

La Rocca di El Cotillo è uno scoglio enorme, una vera rocca che
si trova in acqua dove gli abitanti hanno costruito il piccolo porto
turistico della località.
La costa qui' è rocciosa e alta fino ad un certo punto dove
si abbassa e lascia spazio ad un impensabile spiaggia dorata
enorme e piena di gente. Si arriva in spiaggia attraversando
una discesa ripida a piedi o al massimo in bicicletta, nonostante
ci si gente in spiaggia, le persone hanno uno spazi vitale
abbondantissimo e nessuno si da fastidio o si pesta i piedi.
Il mare è bellissimo e pulito, scendiamo in spiaggia e facciamo
il bagno tra i cavalloni altissimi. E' spettacolare dal basso vedere
la spiaggia e tutt'intorno roccia e oceano. Facciamo il bagno come
i bambini, giocando con le alte e potenti onde, la sabbia dorata
ci accoglie per una tintarella dell’ ultima ora.
Il sole sta per calare e faccio qualche foto col sole che scende
verso il mare. I colori sono bellissimi, il riflesso del sole sull’acqua,
la luce soffusa, la sabbia di un dorato intenso…il mare azzurro,
poi argentato, poi scuro….la schiuma bianca…. E' ora di tornare
a casa e magari di andare a cena fuori...perche' noi di energie
ne abbiamo da vendere. La sera infatti partiamo con la macchina
alla ricerca di un paesino dove cenare e ci perdiamo per una strada
non asfaltata che costeggia il mare, lo spettacolo è bellissimo,
c'è il tramonto e l'oceano è di fianco a noi... la strada è deserta
e a tratti rocciosa, è bellissimo non chè un'esperienza!
Alla fine ci perdiamo e girando tra paesini di pescatori al buio
torniamo nella nostra Corralejo e prendiamo una buona Paella
in un ristorante al porto, tra turisti affamati, musica, un vento
freddo e la notte stellata.

El Cotillo


Spiaggia El Cotillo
Jandia


Surfisti a Jandia


Il mattino del lunedi' dopo una tappa nelle bellissime dune
di cui non possiamo fare a meno…ci attirano come il ferro
e la calamita… ci dirigiamo verso Caleta de Fuste dove c'è una
bella e vitale passeggiata sul mare, una cittadina turistica e vitale
piena di negozi e gente. E' un susseguirsi di hotel, villaggi e
villette, in un bar prendiamo un caffè che non è il massimo ma
ci accontentiamo. Assistiamo ad uno spettacolo di ginnastica
in un resort, fotografiamo un giardino di cactus enormi,
apprendiamo che esiste una scuola per imparare a fare i castellini
sabbia e ne vediamo uno maestoso e magnifico in spiaggia.
Caleta ha un'ampia spiaggia e un bel mare ma non ci fermiamo
piu' di tanto in quanto vogliamo fare una tappa a Tarajalejo,
che poi risulta una piccola delusione in quanto trattasi di una
cittadina scarna e minuscola sul mare con una mini passeggiata
con palme e una spiaggia di sabbia e sassi, riprendiamo subito
il cammino per la famosa e spettacolare penisola di Jandia
all'estremo sud di Fuerte. Jandia è Una penisola sabbiosa
con zone di mare da capogiro.
Approdiamo inizialmente in una spiaggia vicino ad un enorme
resort, è la spiaggia di Sotavento, un club organizzato con
ristorante e scuola di windsurf. Il paesaggio è stranissimo,
una bassa laguna oceanica enorme tra cespugli e dune che
fuoriescono dal mare, acqua limpida e bianca, sabbia fine....
la laguna che è attraversabile a piedi si estende a sud per km
e cosi' troviamo, dopo un sandwich all’insalata russa….,
la vera spiaggia di Sotavento, quella dove le maree fanno giochi
di pozze di acqua marina qua e la e la sabbia si estende per km
a perdita d'occhio. Qui' tutti fanno windsurf o kitesurf.
Una prima zona in acqua è di acqua bassa e cristallina,
ci sono onde alte e vento fortissimo. Nell'interno della spiaggia
di sabbia ci sono vegetazione e colline non chè una enorme duna
di sabbia dove vengono scritti i nomi dei turisti a caratteri cubitali
con le pietre vulcaniche nere. In acqua, dopo la prima zona
di acqua bassa sporge del mare una duna sulla quale la gente
cammina (in mezzo all'oceano, uno spettacolo bellissimo!)
e dopo la duna l'acqua diventa profonda è intensamente blu.
E' un posto davvero suggestivo e li passiamo il pomeriggio tra
tuffi, riprese, foto, nudisti e surfisti. Fare il bagno è d'obbligo,
l'acqua è fresca ma si sta bene in acqua visto il forte vento.
Ci sono delle piccole costruzioni circolari di pietre vulcaniche
costruite apposta per riparare i turisti dal vento davvero
eccessivo.

Crema solare almeno protezione 20, il telo mare è impossibile farlo stare a terra senza che venga
ricoperto di sabbia in 4 secondi…. Faccio alcune foto davvero belle, troviamo una coppia di italiani
vicino a noi…Mi godo il sole, il vento, la temperatura ideale, le onde alte, la spiaggia indimenticabile
e dopo essere abbrustoliti in tardo pomeriggio andiamo via col nodo in gola lasciando un posto
magnifico ed unico. Visto che siamo ad un passo dalla punta estrema dell'isola dove la strada finisce
decidiamo di andare fino al fondo e troviamo Morro Jable e il faro di Jandia.
Non ci fermiamo ma ci passiamo in macchina scattando foto e la strada del ritorno occupera' le 2,5 ore
successive. Morro Jable è un gran paesone turistico, carino e vivibile, trafficato e fornito di tutto…
Indica il nostro estremo arrivo, piu’ a sud non si va… Su una spiaggia troviamo lo scheletro
di un delfino in esposizione, al porto c’è un traghetto fermo, il tramonto trasforma tutto in colori
magnifici e buoni spunti per fotografie.

Il martedi' vogliamo visitare la capitale, Puerto del Rosario, un
grande cittadone marino con porto, aeroporto e case a non finire.
Poche le attrattive culturali e artistiche, chiese, palazzi,
monumenti.... La capitale è sulla costa, piu’ o meno a meta’ della
lunghezza dell’isola. La passeggiata sul mare è carina, molti negozi,
i parcheggi sono a pagamento e ci sono molti hotel. Troviamo
alcune fontane, abitazioni tipiche, il mercato cittadino e poca
natura, palme e aiuole ma nulla a che vedere con le bellezze degli
altri posti.
A poca distanza dalla capitale c'è la salina de El Carmen,
interessantissima e visitabile con 5 euro. Una vera salina
artigianale di fianco al mare, si visitano le saline di pietra dove
l'acqua viene incanalata e fatta evaporare e sui muretti viene
raccolto a mucchietti il sale bianchissimo, è una bella esperienza
e vicino al mare troviamo in esposizione uno scheletro enorme
di una balena. La visita al museo del sale è interessante e tra
fotografie e un bel caseggiato che ospita il bar terminiamo la
visita. Ripartiamo e ci fermiamo a fare una tappa curiosa a Gran
Tarajal
che ci offre grandi spiagge scure e una vitalità che si nota,
locali sulla passeggiata che costeggia il mare, bambini che si
tuffano dal molo, supermarket dove le sigarette costano un euro
e venti centesimi, musica che arriva dall’interno dei bar.
Facciamo due passi lungo mare, fa caldissimo e la macchina
ci porta via, alla volta della selvaggia spiaggia di La Pared.
Lato ovest dell'isola, vento fortissimo e onde devastanti, una
piccola spiaggia sassosa e una scogliera rocciosa molto invitanti
per le foto. Il cielo si annuvola e il mare assume una colorazione
verdastra bellissima. Nessuno fa il bagno, nessuno è in spiaggia,
ci siamo solo noi che ci aggiriamo tra dune, cespugli, sassi e scogli
per immortalare tutto. Stiamo a La Pared per un'oretta,
in macchina mangiamo qualcosa alla svelta (come sempre)vicino
al parcheggio c'e anche un piccolo ristorante e un piccolo hotel.
Ce ne andiamo decisi ad andare in piscina nel nostro amato
villaggio che praticamente stiamo trascurando da quando siamo
arrivati ma... sulla strada del ritorno senza volerlo troviamo una
inaspettata sorpresa di cui eravamo a conoscenza ma avevamo
perso le speranze di trovare e poter vedere…incontriamo il cartello
di legno della famosa ed introvabile Playa de Garcey il cui mare
ha custodito dal 1994 il relitto della bella e famosa American
Star
, incagliata e resa famosa dai turisti. Procediamo ai 20 km
orari per una stradina polverosa e arriviamo su una scogliera alta
e ventosissima che sfocia in una spiaggia nera, è pero' la Playa
della Solapa.

Saline


La Pared


Relitto American Star

Gira e rigira la troviamo, la Playa de Garcey. Il relitto affiora appena dall'acqua, è quasi del tutto
affondato me per noi è un'emozione comunque. Eccolo la', in mezzo al mare a farsi schiaffeggiare
dalle onde fortissime dell'oceano. Paesaggio bello e romantico se vogliamo....mare, scogliera.....e
la nave American Star. Prima di partire avevo studiato e ricercato la storia della nave, le foto,
la posizione….vederla ancora è bello, sa un po’ di nave fantasma, è vicina alla costa e dall’alta scogliera
vengono bene le foto e soprattutto l’osservazione del relitto che affiora solo piu’ per un quarto,
in questo punto il mare è davvero agitatissimo…Torniamo a Corralejo e il giorno successivo si va
in escursione a Lanzarote quindi sveglia presto! Pizza in serata in villaggio…mai piu’!!!!
La pizza era una Margherita a 6,50 euro, era grande la metà delle normali pizze italiane…che delusione!

Jandia




Vigneti


Jameos de Agua


Entroterra Lanzarote

Mercoledì. Ci imbarchiamo alle otto su un traghetto dell'Armas
e lo esploriamo curiosi, è accogliente ed elegante, da uno dei
balconi facciamo foto all'oceano in traversata, è una giornata
nuvolosa ed è mattino presto quindi i colori sono bellissimi e fa
anche freddo… 40 minuti dopo siamo al porto di Lanzarote.
Un bus ci aspetta (tutto organizzato) per farci fare l'intero giro
dell'isola con guida parlante italiano. Partiamo subito e siamo
diretti alle montagne del fuego ovvero il parco naturale
del Timanfaya. Uno spettacolo in tutti i sensi, la colata lavica
indurita e rocciosa piu' grande del mondo. 365 sono i vulcani
presenti su Lanzarote, parte di questi eruttarono per 6 anni
consecutivi dando vita all'odierno parco del Timanfaya
e aumentando la superficie di Lanzarote. La guida ci espone
il programma del viaggio, ci da’ il benvenuto e ci dice le peculiarità
di Lanzarote. Nelle montagne del fuego ci fermiamo a fare alcuni
esperimenti con il calore della terra vulcanica e dopo un souvenir
(calamita con lo stemma del parco, il diavoletto del Timanfaya),
il bus ci porta a fare il giro della colata lavica tra colori irreali
e vulcani di ogni forma e genere. Le escursioni sono possibili solo
in bus, ci sono diversi strati di basalto sul terreno calpestabile
per far in modo che i bus possano circolare senza fondere
i pneumatici a terra. Tra il nero, il rosso, il giallo e l'arancione
osserviamo le colate laviche e tutto intorno a noi è un'altro
pianeta. Solo roccia, solo lava, solo vulcani e solo silenzio.
Ci viene narrata la storia del parco del Timanfaya e il mio dito
continua a scattare una foto dopo l'altra. Siamo estasiati
e ammaliati da tanta potenza, bellezza e dal paesaggio strano.
Dai vulcani passiamo alla valle della tranquillita', colline morbide
con cenere vulcanica e una rada vegetazione.
Ci fermiamo in una cantina dove assaggiamo il tipico vino dei
vigneti di Lanzarote dove la coltivazione avviene in modo molto
particolare, scavando il terreno e proteggendo le piante di vite
con muretti di pietra contro il forte vento, intere piantagioni
con una terra nera e piena di "buchi" dai quali salgono verdissime
piante di vite! Sempre piu' sorpresi dalle bellezze dell'isola
ci fermiamo in un paesino per pranzare in un ristorante e nella
piazzetta c'è una chiesa dedicata alla madonna dei vulcani.
Subito ripartiamo per visitare Jameos de Agua, un posto
singolare e molto molto suggestivo. Prima pero' una sosta in un
luogo caratteristico per vedere l'olivina, un minerale verde oliva,
di origine vulcanica che viene estratto e lavorato fino a diventare
pietra preziosa per gioielli, intanto noi al bar abbiamo assaggiato
il liquore di palma che viene servito con panna e cannella e si dice
sia…afrodisiaco… Arriviamo a Jameos de Agua, un cono di colata
vulcanica che scendeva verso il mare.....indurito e vuoto, crea
un tunnel buio dentro il quale si è creato un laghetto naturale
dove vivono minuscoli granchi albini e ciechi. Si costeggia
il laghetto a piedi lungo una passeggiata che, se è alta marea,
è allagata e bisogna affrontarla con i piedi a mollo…l’acqua
è gelata! Tutto intorno hanno costruito: ristorante, bar, una
bellissima piscina bianca che spicca contro il nero della roccia
vulcanica, una zona convention e due piste da ballo (che si
allagano). Un giardino di piante tropicali verdissime e la casa dei
vulcani. La casa dei vulcani in sostanza non è altro che un
punto dal quale viene tenuta sotto controllo l'intera attivita'
vulcanica dell'arcipelago Canario, dichiarata riserva della
biosfera, Lanzarote ospita studiosi e vulcanologi per studi e viene
monitorato il tutto con sofisticate apparecchiature. La casa si
visita ed è molto interessante, plastici delle isole, computer, maxi
schermi, riproduzioni e filmati.... La nostra visita è terminata e
ci attende un'ora di strada fino al porto, sul bus mi addormento
sfinita con la voce di Jon, la nostra guida che spiega aneddoti
dell'isola. Ricordo ancora di esser passata per Teguise, una citta'
dedicata all'ultima principessa del posto e in alto il Mirador del
Rio, posto sulla collina. Torniamo al porto e ci imbarchiamo per
tornare a fuerte, nuovamente 40 minuti di traghetto e a Corralejo
ci fermiamo in un negozio di articoli da regalo e vestiario molto
particolare. L'insegna è una riproduzione enorme di uno squalo
e all'interno dalla parete sbuca uno squalo a meta' fatto apposta
per fare foto. Acquistiamo delle maglie di fuerte e torniamo
a casa felici della giornata super che abbiamo vissuto.

Per la cena ci concediamo un ristorante bellissimo sulla spiaggia di Corralejo, il Waikiki club in stile
polinesiano dove una grigliata ed un'insalata che presentano benissimo, con patate arrugades
ci tengono la bocca occupata fino a tarda sera. Il posto è suggestivo, musica, fiori, spiaggia, vento,
tutto in legno con tipiche maschere appese e insegne colorate, ci servono in armonia e mangiamo
di gusto, si sta bene ed è un bel locale, facciamo qualche foto anche qui….

Instancabili ci svegliamo presto anche il giovedi' che è il nostro ultimo vero giorno di vacanza
a Fuerteventura, nell’isola del forte vento e della grande avventura… e dal momento che non abbiamo
piu' la macchina decidiamo di noleggiare due biciclette per poterci muovere. Andiamo in centro
a Corralejo dove si noleggia un po ' di tutto e ci danno due mountain bike che vanno alla grande.
Percorriamo un paio di km e arriviamo tra le famose e sempre magnifiche dune di sabbia di Corralejo,
procediamo tra la sabbia e arriviamo a Flag Beach, la bella spiaggia vista i primi giorni. Ci fermiamo
qui è decidiamo di trascorrere l'intera giornata al sole dal momento che giornate di mare vere e proprie
non ne abbiamo ancora fatte. Il sole è alto, fa caldo e costante è come sempre il vento. Noleggiamo
2 lettini e un piccolo ma funzionale ombrellone ormai consumato dal vento e dalla salsedine, comunque
il tutto lo paghiamo 9 euro.... L’usanza del luogo vuole che i turisti occupino i lettini ed in giornata
qualcuno della spiaggia passa a ritirare il denaro…singolare…in Italia gia’ non sarebbe possibile!
Il paesaggio tutt'intorno è da scatto fotografico, la marea è ancora molto bassa quindi per fare un
bagno bisogna fare i km e noi li facciamo con macchina foto e videocamera. Facciamo due passi sulla
spiaggia, l'acqua è cristallina, onde potenti e marea che lentamente sta salendo di metri e metri.
La sabbia è bianca e si contrappone al blu intenso del mare e del cielo, verdi scogli coperti da alghe
e piccoli banchi di pesciolini minuscoli…. Qua e la qualche pietra vulcanica e piu' avanti alcuni muretti
di rocce sono stati costruiti per riparare i bagnanti dal forte vento.
Il posto è davvero invitante. Mi metto a mollo in una pozza di acqua cristallina ed è freddissima....
Sono al settimo cielo. In giornata passa il ragazzo a chiederci i soldi dei lettini che tra l'altro sono
comodi e colorati. Presto la spiaggia si anima di turisti e la marea sale fino all'ombrellone.
E’ impressionante di quanto salga la marea!! Verso tardo pomeriggio arrivano poi alcuni surfisti e noi
rimaniamo li accovacciati sui lettini ad osservare il tutto intorno meravigliati, da un ragazzo con un
aquilone a chi fa surf ad un ragazzo accompagnato da un cane in spiaggia.

Da li c'è una bella visuale dell'isola di Lobos e l'infinito oceano
davanti a noi. Flag Beach è una spiaggia lunghissima, pulita,
bianca, fine e si congiunge con le dune fino al nastro nero d'asfalto
che divide le dune. Alle 18:30 torniamo in villaggio passando
davanti all'unico parco acquatico di Corralejo che si trova proprio
vicino al nostro villaggio, il Baku water park. La tristezza di non
poter piu’ sostare nelle bellissime spiagge dell’isola, dover lasciare
quel posto, il mare, ci eravamo abituati bene anche al vento…
quante cose ancora da vedere, paesini, spiagge, monumenti,
isole…La sera siamo cotti dal sole e rimaniamo in villaggio che per
altro non abbiano mai sfruttato non essendoci mai stati.
Il villaggio comunque è molto bello e in tono con le vicine dune,
c'è un mini market molto fornito, un ristorante pizzeria anche
da asporto, 3 bar/pub dei quali uno è a bordo piscina, c'è un palco
per l'intrattenimento serale con posti a sedere all'aperto.


Tramonto a Fuerteventura

Un campo da basket e uno da tennis al limitare del grande villaggio che è molto colorato e fiorito.
Le costruzioni con gli alloggi sono tutti a 2 piani sul marrone/arancione, Le piscine di un azzurro
accecante e tutto intorno palme verdi. La reception è molto carina e si vendono cartoline e foto
ricordo. Alla reception parlano molto bene ogni lingua e tutti sono gentili e disponibili.
Una nota di merito anche al tour operator che è stato efficiente e disponibile fin dall'inizio, grande
Inviaggi!! Prima di chiuderci in casa andiamo ancora a fare acquisti per pensierini e ricordini, cartoline,
cose carine e regalini per amici, in Corralejo ci sono tantissimi negozi di souvenir e uno enorme è non
lontano dal nostro villaggio dove spendo 50 euro con carta di credito!!! Il pezzo forte è senza dubbio
l’aloe vera, la magica pianta curativa, nelle Canarie ce ne sono piantagioni intere e si vendono creme
e saponette, gel e bagno doccia all’aloe…Il nostro villaggio fa parte di una catena, sono tutti alle isole
Canarie e tutti si chiamano "Oasis" con l'aggiunta di qualcosa, il nostro è l'Oasis Dunas, vicino a noi
c'è l'Oasis Village, l'Oasis Tamarindo e l'Oasis Papagayo.....tutti belli, tutti funzionali.
Ma arriva anche l’ultima sera e ci rattristiamo in casa senza uscire a fare le valige e ricordare gia’
i giorni passati.

Venerdi' mattina partiamo a malincuore verso le nove dall'Oasis Dunas porgendo l'ultimo sguardo
e saluto a Corralejo che possiamo dire bella cittadina e iper fornita di tutto....in confronto a molto
altre che abbiamo visto Corralejo è il top del top. Dopo una mezz'ora arriviamo a Puerto del Rosario
e quindi in aeroporto, dentro è pieno di turisti e noi imbarchiamo i bagagli. Comincio ad essere triste
ed irrequieta, non voglio proprio partire....Facciamo il check-in e arriviamo al piano superiore dove
c'è un grande open space luminoso e colorato, da qui' ci sono tutti gli imbarchi dei voli.
Un bar e una grande terrazza per fumatori, toilette, negozi di souvenir....tanta gente, sedie per
l'attesa...non riesco a stare ferma e dopo un giro in terrazza dove c'è un sole e un vento molto
piacevoli, faccio un salto in un bel negozio di prodotti tipici spagnoli ma chiamano il volo e
a mezzogiorno esatto partiamo dalla bella e ventosa isola di fuerte alla volta di Bologna, una Bologna
triste e grigia che non ci da nessun bentornato. Mi fa strano essere in Italia, cielo nuvoloso, freddo,
gente comune, niente mare e soprattutto niente vento…
E' stata una bellissima esperienza e la rifarei, mi sono divertita e stancata, dicono che Fuerte sia
la piu' selvaggia e naturalistica delle 7 isole e l'ho constatato sulla mia pelle, le bellezze naturali
dell'isola sono senza eguali. Fuerteventura da "forte vento" o da "forte avventura" ??
Questo non si sa ma chi l'ha scoperta ha scelto un buon nome comunque, per me è stata una grande
avventura sempre accompagnata da un forte vento. Anche Lanzarote è molto affascinante e a tratti
selvaggia ed accogliente ma non ho avuto modo di vederla meglio e nello specifico quindi non mi sento
di dire se sia piu’ o meno bella della mia Fuerteventura. E' un'isola particolare che consiglio a tutti,
con una buona dose di voglia di andare e scoprire, soldi ben spesi e una buona macchina fotografica...
io in tutto ho fatto la bellezza di 1460 foto.....non so se mi spiego. Soddisfattissima e felice dei bei
ricordi e delle tante foto che ad oggi parlano delle mie vacanze.
Una settimana effettivamente è un po' poco, 10 giorni sarebbero l'ideale per poter esplorare meglio
sia Fuerteventura che Lanzarote...e magari un giorno in piu' di mare e tranquillita' non guasterebbe,
noi ci siamo fatti bastare 7 giorni e abbiamo corso parecchio ma....è stata una bellissima vacanza!
Ottima destinazione!!! Mi piacerebbe visitarle tutte ma al momento mi accontento di raccontare la
mia esperienza e far vedere le foto ed i filmati. Alcuni chiamano Fuerte la Isola tranquilla…per me
è stata movimentata e stancante e poi tranquillo cosa? Ci sono locali notturni, mare sempre mosso,
vento sempre forte, tanta gente, tanto sole, tanto da scoprire, bei posti da visitare, camminate
da fare….insomma altro che isola tranquilla, è l’isola selvaggia!!


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Viaggio effettuato
nell'Agosto 2007

proposto da:

ELENA


mail:

Informazioni
su Elena:

Elena Longo
29 anni
Piemontese di
Racconigi (CN)
Impiegata

Passioni: lettura,
cinema, viaggi,
fotografia, arte,
sport, natura….

La mia frase
di rito…:
il viaggio è come
un libro, chi non
viaggia ne legge
solo una pagina…

Luoghi visitati:
è possibile
vedere un sito
di tutti i posti
dove
sono stata:
Sito








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