HURGADA...NON SEMPRE LE SOLITE METE...
Forse Luglio non è il periodo migliore dell'anno per andare in Egitto...ma sono sopravvissuta
ai 50 gradi della Valle dei Re e ai batteri dell'acqua del posto...
Andare in Egitto era un mio grande desiderio da anni...la terra dei Faraoni, delle piramidi, delle profezie,
del misticismo...terra di fuoco, dei cammelli e della barriera corallina. Mar Rosso famoso e rigoglioso.
Un hotel mozzafiato ad un passo dal deserto e un mare cristallino, un caldo con cui combattere
ed emozioni che ti tolgono il fiato.
Fin da bambina quando studiavo la storia degli Egizi ero affascinata dalla loro grandezza e il giorno
che sono riuscita ad andare in Egitto non mi sembrava vero essere li, ad un passo dai faraoni e dalle
piramidi. Un grande ringraziamento al tour operator cosi' efficente e un saluto all' Egittologo migliore
del mondo: Hussain.
Ho visitato Luxor e la Valle dei Re, il tempio di Karnak e Hurghada, ho visto come si fabbrica il papiro
e le statuette di alabastro, ho nuotato in 3 diverse piscine di acqua salata e ho ispezionato ogni angolo
del Desert Rose Resort, dall'interno alla spiaggia, dalla sala giochi alla sala biliardo, ho fotografato
tutto cio' che mi era possibile e ho conosciuto una diversa cultura. Pochi i turisti in quella settimana
e lunghe dormite sotto l'ombrellone in piscina.
Ci sono cose che non si dimenticano...l'Egitto è una di quelle cose.
Almeno una volta nella vita non si puo' non andare a rendere omaggio ai grandi della storia: gli egizi!!
Il nilo….le tombe dei faraoni…..il cus cus…..i souk…..gli arabi e la lingua….la cultura ed un popolo
meraviglioso che ti affascina ogni passo o messa che fai…l’Egitto è una vocazione, un richiamo
e una magia che ti prende fino all’ultimo geroglifico!!!

18/07/04
Parto dall’aeroporto milanese di Malpensa nel pomeriggio torrido di luglio con la compagnia di bandiera
Egiziana, Egyptair…..hostess ovviamente egiziane e cibo discreto….. il volo dura piu’ di 4 ore,
partiamo in ritardo e arriviamo ad Hurghada (verso il centro-sud dell’Egitto, sulla cosa est, Mar Rosso)
in serata.
Hurghada è una città egiziana e rinomata meta turistica nel Mar Rosso. La città venne fondata all'inizio
del XX secolo, e fino agli anni ottanta venne più volte ingrandita da investitori statunitensi, europei
ed arabi. Villaggi turistici e hotel di prima categoria vennero costruiti per incentivare il turismo nella
zona. Hurghada si allunga per circa 40 km lungo la costa, non inoltrandosi mai eccessivamente
all'interno del deserto. La località è una meta dei pacchetti vacanze offerti dalle agenzie viaggi
europee, in particolare russe, ceche e tedesche, ma fino a pochi anni addietro era ancora un semplice
villaggio di pescatori. Oggi invece ha quasi 40.000 abitanti ed è divisa in tre località principali:
Downtown (El Dahar) è la parte più vecchia, Sekalla più moderna e El Korra Road l'ultima
realizzata nel tempo. Sakkala consta di alcuni hotel di categoria intermedia, a Dahar vi sono il bazar,
l'ufficio postale e la stazione dei bus.
La città è servita dall'Aeroporto Internazionale di Hurghada, con traffico aereo proveniente dal Cairo
e da tutta l'Europa. Hurghada è divenuta un centro internazionale per gli sport acquatici come
il windsurfing, la vela, la pesca d'altura, il nuoto e, soprattutto, per lo snorkeling e la subacquea.
Il fondale marino lussureggiante è uno dei più belli al mondo, ben conosciuto tra i subacquei, ideale
per l'attività grazie alle temperature miti dell'acqua e alla sua limpidezza.

Aprono il portello dell’aereo per far scendere i passeggeri e…un vento forte di aria caldissima
ci investe in pieno petto…..che caldo fa!!!
Scendo emozionantissime e curiosa in ogni mia cellula….sono nella terra dei faraoni e delle tombe
piu’ discusse del mondo, sono in Egitto!!!

Desert Rose

Con un minibus, dopo aver passato i rigorosi controlli aeroportuali,
ci conducono nel fantastico villaggio a 5 stelle…il Desert Rose
Resort, unico ed inimitabile. Arriviamo e immediatamente
ci offrono qualcosa con cui pasteggiare nonostante siano le undici
di sera…..sono cordiali e simpatici, ci accompagnano in camera
e mi metto a sondare la mia stanza. Accogliente, nei toni del
bianco, blu, azzurro, oro...letto comodo e tende pesantissime
alla finestra, il sole sorge intorno alle 4 del mattino...fuso orario
1 ora in piu’ rispetto all’Italia. Bagno spaziosissimo, tutto
a disposizione, teli doccia spugnosi ed enormi, bagnoschiuma,
pettine, crema per lucidare le scarpe, shampoo, asciugamani
cifrati morbidi e profumati….In camera c’è l’aria condizionata
molto alta, abbasso onde evitare mal di testa e malesseri
derivanti dall’uso dell’eccessiva aria ondizionata che a dire il vero

laggiu’ cè indispensabile visto il caldo torrido ma…secco e ventilato quindi si sopravvive!!
In camera un angolo salotto con poltrone e tavolino, una busta con alcuni documenti informativi
all’interno, la mappa del villaggio, depliant, questionari soddisfazione ecc……
La camera è davvero di lusso…..nel villaggio ho la pensione completa e il mattino seguente ho
un incontro con il personale del posto per alcune informazioni. Vado a letto ad un’ora esagerata
talmente sono emozionata….

19/07/04
Il primo vero giorno tutto da vivere in Egitto……colazione continentale nella grande sala ristorante
con tavoli in legno colorati, camerieri simpatici e grandi finestre per soleggiare la stanza. Si respira
odore di pranzo misto a spezie misto a ….cammello…..è un odore strano quello del ristorante,
è tipico. Dopo colazione mi accingo ad andare a ritirare il mio telo mare che forniscono a tutti i turisti,
sono davvero servizievoli gli egiziani e sono gente spiritosa e gentile, i turisti vengono trattati come
faraoni e il villaggio al primo colpo d’occhio è superbo!!
Faccio una ispezione tra le aiuole curatissime e verdeggianti, le mille stradine del villaggio che
portano in ogni dove, le lampade notturne a lato delle stradine sono a forma di rosa del deserto…..
è un villaggio 5 stelle ma rimango a bocca aperta. Il ristorante troneggia con piu’ sale e sfingi davanti
all’entrata, sala giochi e arena per spettacoli, 3 piscine di acqua salata e una miriade di lettini ed
ombrelloni. Piscina olimpionica, spiaggia sabbiosa e una baia tutta per noi del villaggio, in spiaggia
ci sono ombrelloni e lettini, il sole d’Egitto è micidiale….
Tutto in tono. Colori soft, legno, molto bianco e molto verde.
Palme, pochi turisti, campi da tennis, centro benessere, lato shopping con negozi e botteghe dove
trovare il meglio di souvenir, cartoline, oggettistica, cibi, tabacchi ecc…..
Riunione con l’assistente del tour operator in loco e mi decido immediatamente a prenotare qualche
escursione, non voglio marcire in un villaggio con tante cose bellissime da vedere la fuori!
Escursione a Luxor e valle dei re con attraversamento del Nilo e fabbrica di papiri…..e una cena in
uno dei migliori ristoranti di Hurghada a base di pesce……
Gli avvertimenti del gentilissimo assistente sono i soliti…attacchi di colite, attenzione ai cibi,
attenzione al sole, bere tanto, se vi è la necessita’ rivolgersi a lui o alla reception….La reception è un
sontuoso locale arredato tipicamente in modo arabo-egiziano. Colori sgargianti, tendaggi pesanti,
tappeti e vasi, mobili eleganti, luci abbaglianti, oggetti di abbellimento color oro, tavoli in ferro
battuto, un piccolo bar a lato e le bacheche con le informazioni varie. Il bancone ha un piano di
marmo elegante, nessuno parla italiano, mi destreggio con l’inglese….tv e musica araba, profumi
di spezie nell’aria….che bello l’Egitto!

Passo due ore in spiaggia e lungo mare a fotografare le bellezze
naturali, tra la barriera corallina (famosissima) e il vento
fortissimo, mi destreggio sugli scogli e in spiaggia….la baia è
artificiale e il mare presenta piccole meduse lilla. Passando per
un area giochi per bambini torno al ristorante e tra antipasti,
primi, pizze, secondi di carne e pesce, verdure, stuzzicherei
e dolci mi delizio in quel buffet faraonico. C’è di tutto e i dolci
sono davvero un dono di Dio (o del cuoco)….tutto delizioso
e un’aria condizionata che ti stende!
Il pomeriggio lo passo tra le piscine, con un sole tremendo, la
tranquillità e il relax del posto. Prima di sera faccio un giro fino
all’entrata del villaggio, la lavanderia e alcuni caseggiati spartani
sono nascosti in un lato del villaggio e l’entrata è davvero
grandiosa….

Spiaggia

La cena è ricchissima e il clima è buono se non fosse per il vento e la stanchezza….in arena fanno
spettacoli per grandi e piccini e vado a farmi coinvolgere da danze tipiche, musica e balletti
con effetti speciali, giochi per bambini e karaoke.

20/07/04
Dopo un’intera mattinata in piscina tra nuotate e tintarella,
dopo pranzo faccio la pazzia di uscire dal villaggio e in primo
pomeriggio (circa le 15:00) mi addentro in Hurghada per vedere
cosa c’è fuori dall’”uovo di colombo” e a parte una primissima
zona turistica fatta di hotel enormi e lussuosi, locali pubblici tipo
ristoranti e pizzerie, qualche negozio e in strada qualche taxi
collettivo…..arrivo in una zona desertica!!
Solo sabbia da un lato…e dall’altro….sole allo zenith, arrivo in
un piccolo centro vivo e tra un paio di botteghe e una piazza
con qualche superstite al riparo dal sole impegnato nel fumare
il famoso Shishà (il narghilè che per loro è un vero e proprio
culto), entro in un negozio (supermercato), sporco

e disorganizzato, acquisto qualche bibita in bottiglia, molti articoli sono scaduti e ormai prossimi
ad andare a male….una stecca di Marlboro (9 euro) e qualche cartolina…..esco e torno in villaggio.
Fa caldo ma non mi accorgo dell’eritema solare sul decolté. In villaggio torno in camera e passo poi
le ultime ore prima della cena in piscina e a fare fotografie.
Quella gita fuori porta è stata utile per vedere come si svolge la vita al di fuori del villaggio turistico,
come sono gli abitanti del posto, e cosa c’è oltre al lusso per turisti.
Quella sera si festeggia nell’ora di cena, si festeggiano i turisti con torte disegnate con bandiere degli
stati, una donna seduta su grandi cuscini a terra, all’entrata del ristorante, fa delle specialissime
focacce ripiene di verdure buonissime, fuori si cucina pesce alla brace, un grande pentolone di cus cus,
insomma tutti sono in festa e c’è aria allegra in giro.
Dopo cena faccio un giro tra le piscine ed i negozi della zona shopping, ci sono due ristoranti, uno
messicano e uno tipico del posto, mi addentro in una zona super lusso dove trovo una gioielleria
e un piano bar, dehor estivo, musica soffusa e gente elegante, mi addentro nella seconda reception,

quella delle suite e mi trovo catapultata nel lusso del marmo,
dei colori soft, delle sete, tendaggi e ampi spazi, un lampadario
pendente e vasi eleganti, un divano tondeggiante, una musica
leggera e in alto, al secondo piano alcune porte numerate:
le suite… elegantissimo!
Fuori un caldo boia e le piscine illuminate, raggiungo la sala giochi
e entro nella sala biliardo, passo per il bar all’aperto, quello tipico
dove si sorseggiano bevande strane, si fuma il narghilè, si sta
seduti a terra su grandi cuscini e la musica tipica è quella delle
danzatrici del ventre. Mi soffermo e partecipo alla festa.
Mi decido ad andare a letto passando sotto il portico sorvegliato
da sentinelle gentili, il giorno seguente si va a Luxor, sono
elettrizzata.

21/07/04
E’ difficile spiegarvi l’escursione…è tutto stampato nella mia mente, la gioia, lo stupore, il fascino
e la felicità…..curiosità, ammirazione, stanchezza ed emozione.
Partiamo prestissimo con un bus e accompagnatori parlanti italiano, siamo in tanti ed arriviamo nella
zona dove si prendono le scorte armate per andare in giro. (Dopo alcuni attentati a turisti, lo stato
egiziano si è premunito con misure i sicurezza oltre modo e ogni convoglio turistico deve avere
obbligatoriamente una scorta armata durante le escursioni, i turisti sono sottoposti a controlli
accuratissimi in aeroporto, e molto altro…..)

Presa la scorta ci avviamo alla valle dei re….Hussain è
la nostra guida e il nostro Egittologo, onnisciente, simpatico
da morire, loquace e brillante….. Arriviamo dapprima ai
Colossi di Memnone
e dietro la valle……bello!
I Colossi di Memnone sono due enormi statue di pietra del
faraone Amenhotep III. Nei passati 3400 anni sono rimasti nella
necropoli di Tebe, lungo le rive del Nilo, di fronte all'attuale città
di Luxor. Le statue gemelle rappresentano Amenhotep III
in posizione seduta, con le mani sulle ginocchia e lo sguardo
rivolto a est, verso il fiume e il sole nascente.
Due figure più basse sono scolpite sulla parte anteriore del trono,
a fianco alle sue gambe: la moglie Tiy e la madre Mutemuia.
I pannelli laterali rappresentano il dio del Nilo Hapy.

Le statue sono formate da blocchi di quarzite che fu scavata probabilmente a Giza (presso
la moderna Il Cairo) o a Gebel el-Silsileh, 60 km a nord di Assuan. Raggiungono una considerevole
altezza di 18 metri, comprese le piattaforme di pietra su cui sono costruite. La funzione originale
dei Colossi era di stare a guardia dell'entrata del tempio funebre di Amenhotep: un gigantesco
centro di culto costruito quando il faraone era ancora in vita, dove venne riconosciuto come
reincarnazione in terra del dio, sia prima che dopo la sua partenza da questo mondo.
Ai suoi tempi, questo tempio era il più grande ed opulento nell'intero Egitto. Con una superficie di
35 ettari, anche i rivali successivi come il Ramesseum di Ramesse II o il Medinet Habu di Ramesse
III non reggevano il confronto, non raggiungendone l'area; anche il tempio di Karnak, all'epoca
di Amenhotep, era più piccolo. Ad ogni modo, con l'eccezione dei Colossi, molto poco resta visibile
al giorno d'oggi di questo tempio. Essendo costruito sul bordo della pianura alluvionale del Nilo,
le ripetitive esondazioni annuali lo danneggiavano alle fondamenta. Il nome con cui sono tuttora
conosciute queste statue fu coniato dagli storici greci, che le associarono all'eroe mitologico
Memnone. Una di esse all'alba emetteva strani suoni, causati dal riscaldamento della roccia,
che dagli antichi erano interpretati come il saluto dell'eroe alla madre Eos, dea dell'aurora.
Dopo un restauro, effettuato in epoca romana per volere dell'imperatore Settimio Severo,
dal 199 d.C. i suoni cessarono di essere udibili.
Davanti ai colossi mi sentivo piccola, insignificante e terribilmente giovane…..foto e informazioni
erano infinite, ero pietrificata e mi guardavo attorno continuamente, tanta gente, e sullo sfondo
le colline rocciose e color crema della valle dei re.
Nuovamente sul bus ascoltai tutte le spiegazioni dell’egittologo che era come un fiume in piena,
interessanti narrazioni, storia, arte, mitologia e leggende….affascinante!!
Arrivammo finalmente nella valle, famosa e bellissima nella sua semplicità, la Valle dei Re.
Mezzogiorno, un caldo torrido, l’aria tremava per il calore esalato dal terreno, un’area rocciosa
e polverosa, colline che nascondevano al loro interno le famose tombe reali di faraoni e personaggi
importanti. Una strada si snodava tra le tombe, cartelli informativi, pochi i turisti e circa 50 gradi
al sole.
Ci inoltrammo nella tomba di 2 faraoni per apprezzarne i segreti, i geroglifici, la conservazione
dei disegni funebri, le spiegazioni di Hussain erano piu’ che esaurienti su ogni cosa caratteristica
e conservata nelle tombe. L’aria dentro era pesante e carica di umidità, una passerella lungo
la tomba e la possibilità di ammirare cose di 4000/5000 anni fa, l’emozione era alle stelle.
Tesori reali, sepolcri, colori, disegni, sarcofaghi e pietre, l’atmosfera era tangibilmente tesa per
l’interessamento e l’emozione.
Con il nome di valle dei Re si suole indicare un'area geografica dell'Egitto, situata vicino all'antica
Tebe, l'odierna Luxor, il cui accesso è a meno di 3 km dalla riva occidentale del Nilo, di rilevante
importanza archeologica. Per un periodo di quasi 500 anni, a partire dalla XVIII sino alla XX dinastia,
venne scelta quale sede delle sepolture dei sovrani dell'antico Egitto, quelli che proprio a partire
dalla XVIII dinastia prenderanno il nome da Per-Aa, ovvero la "Grande Casa", da cui il nostro
termine di Faraoni. La valle è conosciuta in arabo come Biban el-Moluk, ovvero la valle delle "porte
dei re" e nelle sue tombe - sino ad oggi ne sono state rinvenute 63 - sono esclusivamente sepolti
i sovrani del paese, mentre alle consorti reali ed ai principi era destinata un'altra area alquanto
prossima: la cosiddetta Valle delle Regine.
La scelta di questa particolare valle, e non una delle molte altre esistenti, sarebbe stata frutto di
vari fattori di ordine morfologico-geografico oltre che religioso. Una prima motivazione è di ordine
verosimilmente pratico: la pietra calcarea di cui è costituita la valle è infatti facilmente lavorabile
e scavabile, il che consentiva una certa facilità di lavorazione, oltreché la possibilità altrettanto
semplice di ottenere pareti abbastanza lisce su cui poter dipingere. Dal punto di vista morfologico
inoltre la Valle ha un solo accesso, il che ne consentiva il facile presidio a cura di sentinelle che
venivano poste sui crinali che la sovrastano. Terza e non meno importante caratteristica geografica:
la Valle è prospiciente al fiume Nilo e dunque era facilmente raggiungibile dalle processioni funerarie
degli antichi re.
La Valle dei Re è geologicamente strutturata in tre strati principali:
1. calcare bianco tebano
2. scisto detto di Esna
3. gesso di Dakhla

Le tombe della XVIII dinastia sono generalmente scavate nelle pareti della valle (salvo rare
eccezioni come quella di Tutankhamon, ) sfruttando spesso (come nel caso della tomba di Thutmosi
III) il "letto" di antiche cascate. Spesso, proprio per tale caratteristica, le loro entrate sono state
ricoperte da detriti trascinati in basso dalle piogge. Le tombe della XIX dinastia vennero invece
scavate nel vallone, insinuandosi nel sottosuolo; per tale motivo, sono quelle che maggiormente
hanno sofferto nel corso dei millenni di infiltrazioni d'acqua piovana. Le tombe della XX dinastia
infine vennero scavate a livello del suolo e sono dunque quelle che meno hanno sofferto per le
infiltrazioni d'acqua. Le tombe della Valle non sono tutte abbellite con rilievi o dipinti, tuttavia,
quando questi compaiono, si tratta nella maggior parte dei casi di testi sacri che entrano a far parte
del corredo stesso delle sepolture regali e che debbono accompagnare il defunto nel suo viaggio
nell'aldilà per consentirgli di “vivere” ancora nel mondo ultraterreno. Si concretizzano,
generalmente, in raccolte di formule, o detti, o racconti incentrati sul viaggio notturno del Dio sole
e della sua lotta con le forze del male che tentano, nottetempo, di fermarlo per non farlo risorgere
al mattino. Normalmente indicati con il titolo di "Libro" sono, di fatto, rilievi parietali, o riportati sui
sarcofagi o trascritti su papiro. È possibile rilevare concrete differenze tra le tombe delle diverse
dinastie anche dal punto di vista strettamente architettonico. La valle ospita tombe delle dinastie
XVIII, XIX e XX. Come fattore comune tuttavia le tombe si sviluppano secondo uno schema logico
che prevede la sequenza di quattro "passaggi", indipendentemente dalla struttura planimetrica:
ad una "entrata" segue un "santuario in cui riposano gli dei dell'est e dell'ovest", poco oltre la "sala
dell'attesa", quindi una prima sala colonnata detta anche "sala del carro" cui segue la "camera
funeraria" , detta anche "sala dell'oro", che ospita il sarcofago. La passione per l'antico Egitto ha
sempre spinto curiosi ed appassionati a visitare la Valle dei Re, fin dall'antichità e prima che
l'avventura archeologica iniziasse con il suo corredo di scoperte talora eclatanti. Dopo il periodo che
possiamo definire "turistico" greco-romano, la valle scompare quasi nell'oblio, fatte salve le
comunità cristiano-copte, che occupano spesso le tombe già note e più facilmente raggiungibili,
trasformandole, oltre che in abitazioni, in chiese. L'interesse turistico prosegue nei siti del Basso
Egitto, a nord del paese, ed anche questo contribuirà a far dimenticare l'esistenza della Valle dei
Re fino a che Abraham Ortelius, in una sua mappa, non identifica Luxor con l'omerica "Tebe dalle
cento porte". La prima visita di un viaggiatore europeo, ma senza particolare enfasi, sarà nel 1668
quella di Padre Charles Francois seguito da Padre Claude Sicard, capo delle missione gesuitica al
Cairo. Il rinnovato interesse per l'Antico Egitto fece nascere sempre più una sorta di mania di
collezionismo che spinse molti nobili e sovrani a sovvenzionare spedizioni alla ricerca di tesori o di
semplici oggetti con cui organizzare la propria collezione privata. Solo nel 1693 il console francese
Benoit de Maillet suggerì di fare viaggi in Egitto e nella Valle non solo per collezionare valori ma
anche per studiare le tombe. L'importanza della ricerca "sul campo" sotto il profilo storico artistico
spinse i governi a coinvolgersi nelle spedizioni, fornendo alle stesse una valenza ben diversa che non
fosse esclusivamente il profitto o la ricerca privata ed inorganica di oggetti e "tesori" svincolati dal
contesto. La prima grande spedizione di tale genere può senz'altro identificarsi in quella che Ippolito
Rosellini, professore di lingue orientali all'Università di Pisa, intraprese nel 1828 con il finanziamento
del Granduca di Toscana. Del corpo di spedizione facevano parte, oltre lo stesso Rosellini, 12 tra
architetti ed artisti nonché un giovane studioso destinato a diventare uno dei più grandi nomi
dell'egittologia: Jean-Francois Champollion, il futuro decifratore della Stele di Rosetta e dei
geroglifici. La missione approdò a Luxor dopo tre mesi in Nubia, e si accampò, come era usanza
all'epoca, nella tomba di Ramses VI. Nella Valle dei Re la spedizione sostò per due mesi, copiando
e studiando i geroglifici, così che Champollion poté dimostrare l'esattezza della sua scoperta.
La squadra di Rosellini e Champollion visitò 16 tombe della Valle principale da cui ricopiò tutti i rilievi.
Le 63 sepolture principali (l'ultima importante scoperta è stata quella di Tutankhamon nel 1922
mentre l'ultima scoperta, cronologicamente, è stata scoperta solo nel marzo 2006. Nonostante
l'affascinante storia della Valle, appare chiaro che essa poco o nulla offrirebbe, in sé, ad un ulteriore
approfondimento tematico dacché la sua importanza non è intrinseca, ma deriva proprio dal suo
contenuto, da quelle tombe le cui "porte" hanno dato il senso al suo nome. La Valle dei Re ospita:
Ramses VII, Ramses IV, ultima tomba scavata nella valle forse per Ramses XI, figli di Ramesse II,
Ramses IX, Ramses II, Merenptah, Ramses VI, Amenmose, Ramses III, Cancelliere Bay, principesse
Mentuherkhepeshef e Amenherkhepeshef, Sethnakht e Tausert, Seti II, Ramses I, Seti I,
Mentuherkhepershef, figlio di Ramesse IX, Hatshepsut, mummie femminili, Ay, Amenhotep
IV/Akhenaton, Tia'a moglie di Amenhotep II, Thutmosi III, Amenhotep II, Mahierpi (fanciullo
dell'harem reale di Thutmose IV), Thutmosi I, Amenhotep I, Regina Tetisheri, Sennefer Sindaco
di Tebe. Thutmosi IV, i resti di sette corpi differenti, Userhat supervisore dei campi di Amon, Yuya
e Thuya, genitori della Regina Tye, moglie di Amenhotep III, Siptah, Amenemipet, Visir e Governatore
durante il regno di Amenhotep II, mummie di tre scimmie, un babbuino, un ibis, e tre oche, oggetti
abbandonati dai ladri della tomba di Tutankhamon, Amenhotep IV/Akhenaton, Smenkhkhara, Tye,
Nefertiti, figlio di Seti II, Horemhab, deposito di corredo funebre, Sit-Ra, nutrice di Hatshepsut,
nascondiglio della mummia di Hatshepsut, Tutankhamon (XVIII dinastia), sconosciuti (in fase
di svuotamento marzo 2006).


Avrei voluto visitare altre tombe, corredi funerari e cripte in compagnia di Hussain ma molte non
erano accessibili ai turisti, quando andammo via dalla Valle mi sentivo come riempita di un bagaglio
culturale enorme, fortunata e mi sentivo di lasciare un posto importante e mistico.


Da qui’ attraversammo con imbarcazioni da turismo, il Nilo fino
dall’altra sponda….per andare poi a pranzare in un bel ristorante
nella zona turistica….Il fiume Nilo viene attualmente molto
sfruttato anche dal punto di vista del turismo con la proposta
di innumerevoli tipi di crociere lungo il suo corso.
Il Nilo è un fiume nordafricano lungo 6.650 km. È uno dei due
fiumi più lunghi della Terra in quanto la contesa sull'effettiva
posizione delle sorgenti e quindi sulla lunghezza del Rio delle
Amazzoni è in corso da tempo. Dalle sorgenti al delta attraversa
sei paesi africani: Burundi, Ruanda, Tanzania, Uganda, Sudan ed
Egitto. Comunemente si considera il Nilo nascere dal lago Vittoria
in Uganda anche se il lago stesso è alimentato da un immissario.

nilo

Uscendo dal lago Vittoria il fiume assume il nome di Nilo Vittoria scorre per circa 500 km nel corso
dei quali attraversa il lago Kyoga e raggiunge il lago Alberto, ne esce con il nome di Nilo Alberto
ed entra nel territorio del Sudan nel quale assume il nome di Bahr al Jabal. Alla confluenza del Bahr
al Jabal con il Bahr el Ghazal
, lungo 720 km, il fiume assume il nome di Bahr al Abyad, ossia Nilo
Bianco. Da qui scorre verso la città di Khartoum. Il Nilo azzurro (Bahr al Azraq) nasce invece
dal lago Tana situato negli altopiani etiopi. Il Nilo Azzurro scorre per circa 1.400 km fino a Khartoum
dove si unisce al Nilo Bianco formando il Nilo. Il fiume scorre in direzione nord attraversando
una vasta zona desertica fino a raggiungere il lago Nasser, un bacino artificiale formato dallo
sbarramento della diga di Assuan. Attraversa il confine fra Sudan ed Egitto. Nella zona desertica
dell'alto Egitto il Nilo forma un oasi fluviale larga dai 5 ai 20 km utilizzabile per la coltivazione.
Poco a sud del Cairo il Nilo comincia a formare il delta la cui ampiezza è di circa 24.000 km²
attraverso il quale sfocia nel Mar Mediterraneo. La diga di Assuan e il conseguente blocco del
trasporto di sedimenti è una delle cause del progressivo erodersi dell'ampio delta del Nilo.
Il Nilo fu importantissimo nel passato, all’epoca dei faraoni era un bene e un elemento naturale
particolare per le attività umane e religiose del popolo egiziano.

Tempio di Karnak






Dopo aver pranzato sulle rive del grande Dio Nilo, ci dirigemmo
nel sontuoso e magnifico tempio di Karnak, un tempio, nei
pressi di Luxor, bellissimo e visitabile, pieno di ricchezze storiche
affascinanti, dove Hussain ci illustro’ la storia e le leggende
di ogni singola stanza, pietra e iscrizione murale.
Fu qui’ che potei rivivere i tempi e le storie di antichi faraoni ed
abitanti d’Egitto, tra le mura del tempio e con molta fantasia.
I templi egizi sono la principale attrazione di el-Karnak al punto
che, comunemente, al nome "Karnak" viene generalmente
associato più il sito archeologico che non il villaggio.
Il numero annuale di visitatori è secondo solo a quello della
piramidi di Giza. Il complesso di Karnak è, di fatto, costituito
da tre distinti recinti templari dedicati ad Amon, alla sua sposa
divina Mut, ed al Dio locale Montu. In linea generale, sono
riscontrabili quattro parti principali di cui solo una accessibile
ai turisti ed al pubblico in generale. Il complesso templare
di Karnak -di cui il tempio di Amon costituisce solo una parte-
si trova sulla riva destra del Nilo e la sua costruzione procede
di pari passo con la storia egiziana antica; esso è, infatti, un
sovrapporsi di strutture successive tanto che è oggi quasi
impossibile individuare il nucleo originale risalente al Re Sesostris
I, che era costituito da tre piccoli locali orientati Est-Ovest,
oggi inesistenti, e di cui si conservano solo le soglie ubicate
nell'area posteriore al santuario della "barca sacra", e nei pressi
del "Chiosco di Sesostri I" ricostruito con componenti
rinvenuti quale materiale di riempimento. Dalla XII alla XXX
Dinastia, in un arco di oltre 1600 anni, ogni Re o Faraone ha
lasciato la propria traccia apportando modifiche, talvolta
sfruttando le preesistenti costruzioni come cave di materiale
o "usurpandole" a proprio nome. Secondo la convenzione
egiziana, la perfezione divina era costituita da una triade,
o trinità; anche nel caso del complesso templare di Karnak,
si assiste alla medesima immagine talché la triade è costituita
dal citato Amon, dalla sua sposa Mut e dal figlio Khonsu che,
pur non godendo di un complesso proprio, viene celebrato in
entrambi i recinti dei genitori con un tempio a lui dedicato in
ciascuno. Il recinto templare della Dea Mut è collegato a quello
del marito Amon da un "dromos", un viale di sfingi criocefale
(ovvero con corpo di leone e testa di ariete), mentre in ognuno
dei recinti maggiori si trova un lago per i lavacri sacri dei
sacerdoti. Per quanto attiene al complesso di Amon vero e
proprio, di difficile "lettura" alla luce dei molteplici interventi
succedutisi in oltre 1600 anni, tre sono i momenti fondamentali
individuabili:
• costruzione del tempio originale del Medio Regno;
• costruzione del tempio di Amon, con un recinto in pietra
   calcarea di circa 125 m. di lunghezza; realizzazione di una Sala
   Ipostila (oggi scomparsa);
• aggiunta della "Sala delle Feste", ad ovest di una corte che,
    sotto Sethy I e, poi, sotto Ramses II, si trasformerà nella
    Grande Sala Ipostila.
Per avere idea delle enormi dimensioni del complesso templare
di Amon oggi, si consideri che esso misura m. 400 x 600 circa,
per un'area complessiva di circa 300.000 mq.

L'orientamento geografico del complesso è duplice ed è oggi
individuabile dal posizionamento dei Piloni la cui numerazione
corrente, però, non segue lo sviluppo storico costruttivo del
complesso, bensì una progressione "di comodo" stabilita dagli
archeologi: da est ad ovest, dall'esterno verso l'interno,
per la parte più antica e da sud a nord, ma dall'interno verso
l'esterno, per la parte più recente. Fu una visita mozzafiato tra
il calore del primo pomeriggio e la quantità di turisti presenti.
Uscendo dal tempio il viale delle arieti era spettacolare e da
li ci caricarono sopra carrozze trainate da cavalli alla volta di una
piccola fabbrica di papiro nel bassifondi della città di Luxor,
tra macerie e povertà, un seminterrato ricchissimo di papiri
disegnati e dipinti con immagini, scritte, geroglifici e molto
altro…feci obbligatoriamente dello shopping!!

Viale degli Arieti

Con il termine papiro si indica un'arcaica forma di supporto per scrittura ottenuto dalla pianta
omonima, il Cyperus papyrus, una canna di palude che cresce fino ad un'altezza di 5 metri molto
abbondante e ancora presente nel delta del Nilo ma anche in Sicilia, lì dove è presente in abbondanza
l'acqua che, con la temperatura dell'aria calda, agevola la crescita del vegetale. Le prime notizie
sull'uso del papiro risalgono alla prima dinastia dell'antico Egitto, ove era il simbolo del Basso Egitto,
ma il materiale conobbe una rapida diffusione in tutto il bacino del Mar Mediterraneo, in alcune regioni
dell'Europa continentale e nel medio oriente. I disegni erano molteplici, affascinanti, colori sgargianti
e idiomi bellissimi affioravano su papiri di diverse dimensioni, nella galleria i prezzi erano davvero
irrisori e si poteva ammirare la lavorazione del papiro fino ad ottenerne fogli sui quali dipingere.
Segnalibri, calendari, quadri….tutti fecero acquisti e ripartimmo alla volta della fabbrica
dell’alabastro, immersa tra campagne e colline rocciose, maestri e garzoni lavoravano in una sorta
di cava impolverata, una stanza dedicata alla vendita di statue, collane e monili in alabastro.
Lì offrirono cammelli per me….bionda con occhi verdi…apprezzai e scherzai con alcuni addetti alla
vendita e lavorazione della pietra. Acquistai anche qui alcune cose molto singolari che tutt’ora
conservo sulla mensolina dedicata ai monili di viaggio. Estasiata dalla gita, dalle informazioni apprese
e dalle ricchezze infinite dell’Egitto risalii sul bus alla volta di Hurghada.
Arrivammo in serata, molto tardi ed ero pienamente soddisfatta…

22/08/04
Il mattino dormii fino a tardi visto che il giorno prima mi aveva stremato e saltai la colazione.
Nel pomeriggio feci nuovamente una visita alla spiaggia e alla barriera corallina in mare.
La giornata fu piatta, ancora piena di emozioni dell’escursione passai la giornata tra piscine
e camera. Purtroppo ebbi qualche problema dato da attacchi tipici di colite, ma ero ben munita
di medicinali e sapevo come muovermi. La sera mi concessi una cena leggera e trascorsi quel che
rimaneva della serata nel tipico locale egiziano del villaggio tra Shisha aromatizzato, bevande tipiche
e danzatrici del ventre.

23/08/04
Era l’ultimo vero e pieno giorno nella terra dei faraoni e
lo trascorsi sollazzandomi al sole e in piscina. Feci degli acquisti
di souvenir per amici e parenti, fino alle sei del pomeriggio
quando andai a prepararmi per la cena a Hurghada, acquistata
come escursione.
Vennero a prenderci verso le 19:30 con un taxi privato e
ci portarono al limitare della cittadina.
Passammo nel centro animato della città dove turisti, abitanti
del posto, locali, musica, luci e feste si mischiavano nelle vie.
Arrivammo al Felfela Restaurant, un ristorante di lusso
facente parte di una catena, cucina tipica egiziana, posto su
una scogliera mozzafiato, terrazza dehor sul mare e l’intera
costa che di notte si illuminava da togliere il fiato, particolare
negli interni e accogliente, dentro presentava ampie sale
rustiche con una grande parete adibita a cascata, un canale
correva portando acqua lungo tutti il ristorante.
Il dehor aveva una costruzione in legno, luci soffuse e balconata
a picco sul mare.
Mangiammo pesce e cose tipiche del posto, tutto ottimamente
cucinato dallo chef. Feci amicizia con altra gente che aveva
partecipato alla cena, eravamo accompagnati da un assistente
del tour operator che ci traduceva dall’arabo all’italiano cio’ che
veniva detto dai camerieri. Tornammo tardi, dopo mezzanotte,
fu una serata piacevole e potei anche vedere il centro
di Hurghada, tornammo e sapevo di aver inesorabilmente
terminato la mia egiziana vacanza che mi aveva dato forti
emozioni e grandi scoperte.

Felfela Restaurant


24/08/04
A mezzogiorno il bus ci avrebbe accompagnato in aeroporto, passai la mattinata a fare la valigia
e ripensare ai posti fantastici dov’ero stata. Lasciai la stanza guardandola un’ultima volta e in
reception vennero a prenderci un po’ in ritardo. L’aeroporto di Hurghada è minuscolo e carino,
conobbi li, durante l’attesa una coppia di anziani signori facoltosi che tornavano a Milano dopo una
“vacanza” di 2 settimane in Egitto, lui Egiziano, lei Italiana….Partii triste e tornai in Italia con tutti
i miei ricordi e le mie emozioni, i souvenir e le foto….ancora oggi racconto a chiunque la mia
esperienza con enfasi e spero un giorno di tornare in Egitto per vedere quello che non ho potuto
vedere nel 2004, le bellissime piramidi di Giza!!

 

Viaggio effettuato
dal 18/07/2004
al 25/07/2004

proposto da:

ELENA


mail:

Informazioni
su Elena:

Elena Longo
29 anni
Piemontese di
Racconigi (CN)
Impiegata

Passioni: lettura,
cinema, viaggi,
fotografia, arte,
sport, natura….

La mia frase
di rito…:
il viaggio è come
un libro, chi non
viaggia ne legge
solo una pagina…

Luoghi visitati:
è possibile
vedere un sito
di tutti i posti
dove
sono stata:
Sito








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