MI LINDA Y VERTE CUBA!
Chi pensa a Cuba, è inevitabile immagini sole, spiagge, musica e balli; ma la “isla grande”
è questo e molto di più. Si scoprono valli e montagne, cascate e grotte, fiumi e boschi,
tutti racchiusi in un angolo meraviglioso per la sua natura: Pinar del Rio

Pinar del Rio è la provincia più occidentale de Cuba e, per molto tempo, considerata la Cenerentola
fra le altre 13 province.
Fortunatamente negli ultimi anni, il progresso dell’agricoltura, dell’industria della birra e del turismo,
hanno dato respiro a questa regione così ricca di contraddizioni, e l’hanno convertita da Cenerentola,
a principessa .

Verso la fine dell’800’, una colonia di canari si insediò in una valle,
con il proposito di coltivare vigneti; l’avventura naufragò,
ma rimase il nome significativo : El Valle de Vinales, un angolo
verde e suggestivo della regione di Pinar.
Attorno alla Valle de Vinales si erge la “Sierra de Los
Organos”, caratteristiche montagne che sembrano per
l’appunto delle canne d’organo, talmente maestose da essere
dichiarate Monumento Nazionale di Cuba.
Verdi e fertili valli, separate dai “mogotes”, colline ricoperte
di vegetazione, a forma di panettone,circondate dalle aspre
colline della Sierra. E nella Valle de Vinales potete ammirare uno
splendido”murales”: una intera parete montagnosa disegnata
in epoca preistorica.

E’ un territorio coltivato per lo più a tabacco ma anche a canna da zucchero, mais, malanca
(detta anche manioca, con cui si fanno delle frittelle buonissime!!)
Non dimenticate che questa dolce terra ha dato i natali a quell’ indimenticabile poeta che era
Polo Montanez
,che amava così tanto la sua musica, da dedicare una canzone alla sua fida chitarra:

“Cuantas noches conmigo has pasado, en las que casi siempre no te dijo dormir
Porquè en ti siempre busco el alivio
De mis suenos perdidos De mis horas de angustia y dolor”.

»Quante notti hai passato con me, notti nelle quali non ti ho mai fatto dormire, perchè sempre
cerco in te il sollievo dei miei sogni perduti, delle mie ore di angoscia e dolore”.

Così che, cari i miei innamorati di Cuba, trasformatevi da semplici
turisti in attenti viaggiatori: non fermatevi solo alle città più
conosciute ma andate alla scoperta di veri angoli di Paradiso.
Ed allora, con una guagua de Viazul (autobus di linea Viazul),
dall’Avana partite alla volta di Pinar del Rio, senza dimenticarvi
una sosta alle cascate di Soroa, “ el arcoiris de Cuba”
(arcobaleno), un vero tuffo nella natura incontaminata ( anche
se il “tuffo”che farete nelle cascate sarà……brrrrrrr….gelido!!).

Mil besos calientes por todos los amigos y hasta pronto!!


MURALES DE LA PREISTORIA

Se ne avete avuto abbastanza della vita caotica e degli scarichi d’auto velenosi della Habana, allora
è il momento buono per trasferirsi al…”campo” a cercare natura e tranquillità!
Imboccate l’autostrada (?) poco trafficata, direzione Pinar del Rio.
A proposito, se vi capita di percorrerla di notte, fatelo con attenzione, per il passaggio di cavalli,
carretti, gente a piedi e auto, nel buio più totale.
Dovrete avere anche mille occhi, per non correre il rischio di sbagliare strada a causa della quasi
totale mancanza di indicazioni.
A circa 80-90 km dalla Habana incontrate Soroa, “el arcoiris ( arcobaleno) de Cuba”, dove non dovete
farvi mancare un bagno rigeneratore in una splendida cascata immersa in una natura rigogliosa
e……molto umida!
Belli freschi, riprendete l’autostrada (sempre quella di prima…) e, a circa 150 km dalla Habana
vi ritrovate nelle vallate di Vinales, dove la vegetazione sembra urlare la sua bellezza, ed i colori
sono così…palpabili, da togliere il fiato.
Piccoli centri urbani, pieni di piccole case dove si può dormire, gente semplice, calessi e biciclette,
piantagioni e “case del tabacco” (ne parlerò prossimamente)…..in poche parole….una meraviglia
di vita, bucolica ed agreste!
Chiaramente, ci sono anche turisti ( ….e dove non riusciamo ad arrivare?!), ma si confondono bene
con gli abitanti del luogo, fumando sigari e bevendo rhum (ma và?!) con i pinarenos.
Proseguite por la carretera e, se non sbagliate strada come ho fatto io, arrivate alla Cueva del indio”:
un tuffo nel passato, attraversando le grotte scavate dal tempo e dagli antichi.
I cubani ne vanno molto fieri….ma non hanno mai visto le grotte di Frasassi!!.
All’uscita della cueva, fatevi un bicchiere di “guarapo”, spremuta di canna da zucchero: bevanda
buona, ma…..dooolce! Vi consiglio di correggerla con una buona dose di rhum!!

Già in lontananza si può vedere la maestosità del “Murale de
la Preistoria”, un enorme “mogote” (montagna rocciosa a forma
di panettone) completamente dipinto da un enorme murale,
raffigurante scene e personaggi preistorici : 120 mt di larghezza
per 80 di altezza!
Un’idea nata nel 1959, ispirata da una visita di Fidel Castro nella
provincia, e già nei primi mesi del 1960 fu iniziata la realizzazione.
Sono rappresentati pesci e rettili preistorici, dinosauri e los
“Guanahatabeyes”, prime presenze umane in queste zone.
Per 4 anni e per 8 ore al giorno, un piccolo esercito di contadini
senza nessuna nozione di pittura, disegnò la montagna, appesi
con imbracature a molti metri da terra, sotto la direzione del
“maestro” Leovigilgo Gonzales, che impartiva ordini con
un altoparlante.

Figure apparse dalla notte dei tempi,in una montagna antica come il mondo: le radici di una terra
splendida e generosa!
Piaciuta la passeggiata??!...........hasta la proxima!!!!

 

Viaggio
proposto da:

PATRIZIA


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